MONTE SACRO e ALBERTO AQUILANI

Romanisti di Roma
sabato, 07 febbraio 2009 alle 10:42
LAROMA24.IT - Il Monte Sacro è una collina di Roma che sorge a fianco del fiume Aniene, nella zona nord-est della capitale, e dà il nome ad uno dei più popolosi quartieri della città. Nasce nel 1924 con il nome di Città Giardino. Qui, l'architetto Gustavo Giovannoni progettò e realizzò, ponendosi per quegli anni indubbiamente all'avanguardia e fuori del Piano Regolatore di Roma, una “Città Giardino”, orientata alla tipizzazione della
Fulcro dell’area è la Piazza Sempione, che fa da entrata scenografica al quartiere, e che presenta degli edifici realizzati da Gustavo Giovannoni e Innocenzo Sabbatini
Proprio da quelle parti e su quelle strade, giocò le sue prime partitelle il “Principino” Alberto Aquilani.
Nasce il 7 luglio del 1984 da papà Claudio, prima responsabile della Croce Bianca ed ora procuratore del figlio, e mamma Anna Maria (ha anche una sorella, Monica). Si iscrive da piccolissimo alla Spes Montesacro, dalla scuola calcio fino alla categoria Esordienti. Fascia di capitano, mentalità da leader, cuore da fuoriclasse: «In campo era il regista di una squadra – racconta Alberto Tanzilli, presidente della Spes - non eccelsa ma era un predestinato, lo ha detto anche Bruno Conti. Era la luce per i compagni. Anche a dieci anni Alberto giocava in mezzo al campo, dispensava idee, reggeva da solo il gruppo. Era scritto che sarebbe diventato Aquilani». Rimase fino al ’95, quando Bruno Conti se lo portò via. Costo dell’operazione: cinquemila euro. Dieci milioni di lire. Conti promise a Tanzilli: “Se l’anno dopo lo confermiamo, ti faccio avere quei soldi”. Naturalmente, la stagione successiva incassammo l’assegno». La Roma, in realtà, andò a colpo sicuro: «Conti usò queste parole per descrivere il talento di Alberto: “Questo non può non diventare un grande calciatore. Se mi sbaglio, cambio mestiere”». Pochi giorni dopo avere svuotato l’armadietto della Spes Montesacro, Aquilani decise di passare uno scorcio d’estate nell’accademia di calcio che lo stesso Conti dirigeva a Nettuno: «Era un impegno che Alberto voleva onorare, nonostante avrebbe avuto, poco tempo dopo, l’opportunità di conoscere Conti direttamente a Trigoria».
Campione d'Italia con i giovanissimi della Roma nel '99, nel marzo del 2001, prima che firmasse il contratto da professionista, il Chelsea e l'Arsenal avevano provato a strapparlo alla Roma, presentandogli un quinquennale a cifre che la società giallorossa, pur credendo molto nelle sue potenzialità, non era intenzionata a raggiungere. La situazione si è poi risolta positivamente, grazie alla voglia del ragazzo di restare a Roma. Riesce a diplomarsi al liceo Scientifico, nonostante gli impegni con la prima squadra. Il 17 dicembre del 2002 un'indisposizione dell'ultimo minuto del suo idolo Josep Guardiola lo ha fece esordire tra i professionisti, in un Roma-Triestina di Coppa Italia. Una prestazione convincente, che non ha potuto avere un seguito immediato per un brutto infortunio (il primo di un’infinita serie) che lo tenne fuori per tre mesi, costringendolo a saltare anche il Torneo di Viareggio.
Il suo esordio in serie A, invece risale al 10 maggio 2003, in un Roma-Torino finito 3-1, la stagione successiva, Alberto va a farsi le ossa alla Triestina: gioca benissimo da titolare, colleziona 41 presenze e segna 4 reti contribuendo al buon campionato della squadra alabardata. Rientra a Roma nella disastrosa stagione che vede 4 tecnici avvicendarsi sulla panchina giallorossa.
Con Luciano Spalletti, nel 2005/06, guadagna un posto da titolare e segna le sue prime 3 reti in campionato. Il suo primo gol in serie A arriva l'8 gennaio 2006 contro il Treviso. Una la realizza al derby di ritorno (0-2) coronando quello che era un suo sogno sin da bambino: gol alla Lazio e corsa sotto la curva. "Il goal nel derby è stata la gioia più grande che ho avuto da quando gioco, e non solo. Correre sotto la curva Sud è stato un gesto istintivo" .
Negli anni successivi inizia benissimo le stagioni (come nel 2006-2007, quando mette a segno una doppietta nella finale di Supercoppa Italiana persa contro l'Inter), per poi essere costretto a lunghe degenze per infortuni di vario genere (guarda l’articolo “I dolori del giovane Principe”), non riuscendo ad esprimersi ai livelli che le potenzialità gli permetterebbero. Nonostante firma i suoi primi due gol in Nazionale il 15 ottobre 2008 , realizzando una doppietta decisiva in Italia-Montenegro (2-1), partita valida per le qualificazioni al Mondiale 2010 giocata a Lecce.
In Nazionale ha giocato in tutte le rappresentative, dall'Under 15 all'Under 21, collezionando 47 presenze ed una rete. Nel suo albo d'oro un Campionato nazionale Giovanissimi con la Roma ed il Campionato Europeo Under 21 nel giugno 2004

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