Eusebio felice ma non troppo: «Dobbiamo ancora crescere»

La penna degli Altri
giovedì, 28 settembre 2017 alle 13:27
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IL MESSAGGERO (U. TRANI) - Di Francesco lascia l’Oliympia Stadionu di Baku zoppicando e con il ginocchio destro fasciato e con il ghiaccio. Non ha giocato, ma è come se l’avesse fatto. Sotto la pioggia, a urlare e a muoversi con i suoi giocatori per prendersi questa sua prima vittoria in Champions. E a regalare il 3° successo alla gestione Usa nella competizione continentale di maggior prestigio. E’ lui l’immagine della Roma che, con quattro vittorie di fila, sta per concludere questo mini ciclo di partite stanca e fisicamente non al meglio. Perotti e Defrel, caduti qui a Baku, salteranno la partita di domenica a San Siro con il Milan e si aggiungono a Karsdorp, Schick e Moreno, anche loro indisponibili per problemi muscolari.
STEP FONDAMENTALE – «
Quando si vince non ci può essere rammarico. Dovevamo gestire meglio i due gol di vantaggio, ma ricordiamoci che la Roma non vinceva da tanto in Champions e ci sono sempre dei motivi: è una questione di abitudine. Si poteva vincere meglio, ma era importante portare a casa i punti, in altrimatch abbiamo giocato meglio, poi abbiamo perso». Di Francesco, ricordando il passato, guarda avanti, anche perché l’ultima vittoria in Champions prima di questa ormai è lontanissima, il 4 novembre del 2015 contro il Bayer Leverkusen (3-2): «Ci siamo presi i tre punti in un ambiente difficile ma se il Qarabag è arrivato ai gironi vuol dire che ha qualità: noi ci siamo complicati la vita da soli. La mentalità va costruita all’interno, nella passata stagione la Roma è uscita ai play-off, quest’anno invece stiamo giocando i gironi e abbiamo 4 punti. Peccato per Defrel. Ora non ho più nè lui nè Perotti». «Anche le grandi squadre soffrono e, quando succede, bisogna farlo tutti insieme. Questa è una qualità» avverte Dzeko. «Era più importante vincere che giocare bene
» conclude Edin.
REALISMO NEL GRUPPO – Nainggolan va sul concreto, anche se ammette che forse c’è stata un po’ di presunzione davanti al Qarabag, all’81° posto del ranking Uefa: «Non abbiamo fatto una buona partita, ma ci portiamo via i tre punti e siamo soddisfatti. Abbiamo iniziato molto bene, dopo aver sfiorato il terzo gol non abbiamo più fatto vedere il nostro gioco. Non ci sono scuse, del campo o altro, però salviamo il successo. Forse abbiamo sottovalutato un pò l’impegno».

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