Conferenza stampa, RANIERI: "Ho ritrovato la Roma. Il vice di Julio Sergio è Lobont. Le ombre? Mi schifano ma ci convivo"

Campionato
venerdì, 24 settembre 2010 alle 12:18
Claudio Ranieri torna a parlare in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro l'Inter prevista per domani sera alle 20:45. Molti i temi caldi: dal momento delicato dei giallorossi, passando per le polemiche post Brescia per i misfatti di Russo, fino all'ombra di Lippi confessata
Queste le parole di mister Ranieri:
"Posso dire di aver ritrovato la Roma che tanto bene ha fatto negli anni precedenti"
Che partita si aspetta?
"E' un momento difficile per la Roma, l'Inter sta bene"
Non c'è Julio Sergio. Lobont il vice?
"Si, Lobont è il vice anche se Doni sta lavorando bene."
Possibile Riise dal 1'?
"Penso la sera prima della gara chi far scendere in campo. Dopo l'allenamento di domani avrò le idee più chiare."
Totti ci sarà?
“Totti torna, Totti è il nostro campione, il nostro simbolo, per cui ci sarà”.
Adesso è più difficile dopo la sconfitta infrasettimanale?
"No, no, anzi. Non è più difficile perchè la risposta che la squadra si è data a Brescia è stata positiva. Sappiamo che è dura, le difficoltà non scompaiono dall'oggi al domani. Ma la determinazione, la motivazione di Brescia mi fa ben sperare."
Il gruppo come sta? E' un pò depresso?
"No, depresso no. E' amareggiato, come tutti quanti noi. Amiamo il calcio sopra ogni cosa e quando accadono queste cose ti senti colpito a freddo, sei indifeso. Nel calcio però ci sono queste cose, bisogna guardare avanti, hanno sbagliato, lo hanno riconosciuto ma bisogna guardare avanti"
Anche la società ha fatto una denuncia importante. Ridirebbe le stesse cose del post partita di Brescia?
"Io parlerei della partita di domani, senza fare dietrologia."
La designazione di Morganti?
"Ho fiducia nel calcio pulito, gli altri non li calcolo"
Il divario tra Roma e Inter è così evidente o si parte alla pari?
"No, non partiamo alla parti. Io dico sempre che la classifica è lo specchio di una squadra per cui se dopo queste prime giornate l'Inter sta lassù e la Roma sta giù evidentemente abbiamo avuto dei problemi. E chi segue la Roma sa che tipo di problemi abbiamo avuto. Adesso recuperiamo giocatori importanti, abbiamo recuperato la nostra mentalità per cui è come se adesso cominciasse il nostro campionato. Certo, dovremo assembleare tutti i nuovi arrivati perchè magari mettiamo che domani rientrano Riise, De Rossi, tutti: è un'altra Roma ma in convalescenza. Non è che i nomi fanno la squadra dell'anno scorso. C'è da lavorare, stiamo lavorando, io sono sereno, i ragazzi sono sereni"
Se dovesse evidenziare le differenze tecniche e tattiche tra Roma e Inter. Cosa teme di più dei nerazzurri?
"Ha cambiato allenatore ma la struttura è la stessa, la solidità è la stessa. Ci sono delle cose differenti ma è normale. Cosa temo di più? Bè l'Inter è una corazzata, sono anni che sta dettando legge in Italia e in Europa, noi siamo in convalescenza e andiamo a incontrare una squadra in grossa salute contro un malato che si sta riprendendo."
C'è stata la risposta di Lippi. Vuole replicare alle parole dell'ex ct?
"Ora non è il momento, ci sarà tempo casomai."
Difficoltà a segnare. Come si risolve questa sterilità offensiva?
"Io dico sempre, come tutti i tecnici: non è soltanto un reparto, è tutta la squadra. Così quando incassiamo tutti i gol che stiamo incassando non è la difesa, non è il portiere, non è un singolo, è il complesso. Quando una squadra non ha palla, tutti quanti devono concorrere per la riconquista della sfera: quella si chiama difesa. Abbiamo delle bocche da fuoco notevoli, hanno un pedigree stupendo questi giocatori, per cui prima o poi faranno tutti la loro parte. SI è sbloccato Borriello, che è l'ultimo arrivato e tante volte si dice non conosce gli schemi invece si è subito sbloccato, arriveranno tempi migliori anche per tutti gli altri."
Ci sono possibilità di vedere Adriano dal 1'?
"Certo, me lo auguro, lo spero. Io sono il suo primo tifoso."
Cicinho lo vede anche esterno alto a centrocampo oltre che come terzino basso?
"Lo vedo in tutti e due i ruoli, a Brescia mi ha impressionato favorevolmente. Certo che il nostro atteggiamento e la nostra grande spinta gli ha permesso di far vedere tutto il suo bagaglio tecnico e tattico e gran piede, per cui ha sfruttato al massimo quell'opportunità che gli ho dato. Parlando con lui gli ho detto: puoi giocare anche davanti. Sono contento di quello che sta facendo, l'anno scorso l'infortunio, pur essendo un ragazzo molto piccolo e che dovrebbe tornare in forma presto, invece l'ha pagato molto, quest'anno è totalmente un altro giocatore."
Castellini?
"Può giocare, è rientrato."
Vucinic, come sta fisicamente?
"Sta meglio. La partita di Brescia veniva dopo due settimane in cui si era allenato a scartamento ridotto, sopratutto si era allenato gli ultimi due giorni. Il giorno dopo la partita di Brescia si è voluto allenare come se non avesse giocato affatto. E' segno che il ragazzo ha capito le sue difficoltà e sta cercando di rimediare"
Vorrei tornare sulle parole che hai detto prima su Morganti. Cosa significa che gli altri non li calcoli?
"Quelli che non vogliono parlare di calcio. Io amo parlare di calcio, è il mio lavoro. Tutti quelli che cercano la polemica solo per il gusto di farla, per attirare audience, non mi piacciono. A me piace parlare di calcio, con chi sa di calcio poi. Sarebbe bellissimo"
Hanno colpito le tue parole dell'altra sera su chi lavora nell'ombra. Prima hai detto ci sarà tempo per replicare...
"Io non devo replicare a nessuno, ci sarà tempo per parlarne, la nostra concentrazione ora è sull'Inter."
Quanto sei amareggiato?
"Niente ormai ho una certa età, ero amareggiato molto di più quand'ero giovane. Non lo accetto, mi schifa, ma ci convivo."
Più fondamentale vincere o bloccare la serie di sconfitte? Quali responsabilità ha lei su questa classifica?
"Lei è il fratello di Sconcerti allora...Le stesse che avevo l'anno scorso, che avevo due anni fa alla Juventus quando siamo arrivati secondi, quando siamo arrivati terzi, quando ho salvato il Parma. La percentuale di quanto determina un allenatore non lo so. 10%, 20%, 80%, quanto?"
Più indispensabile frenare l'emorragia di risultati?
"E' logico, una vittoria. Sono tre punti, raggiungeresti tutti. Noi guardiamo la Roma ma ci sono altre grandi squadre che stentano. Sono le altre che invece l'anno scorso avevano fatto un pochino di meno che invece già hanno preso il piede giusto. Avevo detto sarebbe stato un campionato difficile, perchè si sbaglia un anno ma l'anno dopo lo fai fatto bene. Noi invece siamo un attimino in ritardo."
Quando è andato via dalla Juve è stato molto criticato perchè non voleva Diego...I fatti le hanno dato ragione.
"Parliamo dell'Inter per favore."
Mexes. Contro il Brescia ha offerto finalmente una prestazione sui suoi livelli.
"Sono molto vicino a Philippe, gli ho detto che aveva fatto un intervento da vero campione e purtroppo non è stato visto nella maniera adeguata. Nel calcio ci sta, ma si riprenderà."
L'ingiustizia di Brescia può compattare la squadra?
"Avevo già rivisto la Roma tignosa, compatta determinata. Nello spogliatoio ho visto la squadra ancora più coesa. Questo mi fa essere sereno, posso vincere le partite ma se non sento la squadra non sono sereno. Voi tante volte cercate di capire se Ranieri è sereno, è nervoso. Io sono sereno perchè vedo che squadra e società stanno con me. Sono molto determinato a portare avanti il mio lavoro."
Ipotizzabile un ritorno di Cassetti a destra?
"Recuperando Castellini e Riise potrei avere l'imbarazzo della scelta a sinistra e riportarlo di là. Scioglierò i dubbi domani mattina in base alle risposte di dottori e giocatori."
Senza Mourinho dall'altra parte, che vigilia è?
"Non c'è più un numero 1 ma ce ne è un altro, perchè Benitez è un grande tecnico, ha vinto la Champions League, è un allenatore di valore internazionale. E' una partita importante per la Roma, non trovo differenze."
Possibilità di innervosirsi facilmente dopo i fatti di Brescia?
"Ne ho parlato, ho detto che dobbiamo giocare a calcio senza farci prendere da sentimenti di rivalsa, che sarebbe la cosa peggiore. Facciamo una partita di calcio, decisi, accettando le decisioni dell'arbitro. E' importante che giochiamo a calcio e così potremmo venirne fuori."

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