Il possibile viaggio di Dybala e Molina in Argentina per la partita d'addio di Messi anima il dibattito sulle radio romane. Piero Torri guarda alle esigenze della Roma: «La loro partenza sarebbe controproducente: la società e Gasperini hanno tutto il diritto di evitare un viaggio così lungo a poche ore dalla partita contro il Como». Di parere diverso Fernando Orsi: «Capisco il viaggio intercontinentale e le esigenze dell'allenatore, ma è un'occasione unica. Mi sembra esagerato non mandarli».
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Questo e tanto altro in "Massimo Ascolto", rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.
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Capisco il viaggio intercontinentale, le partite, che l’allenatore faccia i suoi interessi ma è una volta sola. Mi sembra esagerato che non si mandino Dybala e Molina alla partita d’addio di Messi (FERNANDO ORSI, Radio Radio 104.5, Mattino - Sport e News)
Se si può evitare di mandare Dybala e Molina in Argentina è meglio, ma è anche vero che si tratta di un’occasione unica. Credo che il buon senso alla fine prevarrà (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio 104.5, Mattino - Sport e News)
Il calcio italiano ha diversi problemi. Non sarà un’Italia in grado di competere per la vittoria, ma almeno si intravede un inizio incoraggiante di questo nuovo-vecchio corso. Messi è stata la “disgrazia” di Dybala in Nazionale: Paulo era il suo vice e, quando hai davanti un giocatore del genere, trovare spazio diventa complicato. La partenza di Dybala e Molina per l’amichevole d’addio di Messi sarebbe controproducente per la Roma: la società e Gasperini hanno tutto il diritto di evitare un viaggio così lungo con il rientro a poche ore dalla partita contro il Como, anche se capisco quanto sia difficile dire di no. Su Romano mi sembra ci sia un’esaltazione eccessiva. La Roma, però, ha sbagliato a non inserire un diritto di recompra, perché così non si è lasciata una valvola di sicurezza (PIERO TORRI, Manà Manà Sport, 90.9)
Se fossi in Dybala e Molina andrei alla festa di Messi. Credo che alla fine partiranno: hanno condiviso con lui l'ultimo Mondiale e non si tratta di una semplice presenza legata a un'esperienza vissuta tanti anni fa (MARIO MATTIOLI, Radio Radio Mattino, 104.5)
Sulla Nazionale bisogna ragionare con lungimiranza. Dopo tutto quello che è successo e che ha portato a questa situazione, servirà tempo: è un percorso lungo, che richiederà tre o quattro anni. Forse sono stati convocati troppi giocatori, considerando quanti finiranno in tribuna stasera. Su Dybala e Molina penso che alla fine partiranno per l’amichevole d’addio di Messi: è un evento troppo importante per rinunciarci. La parola chiave deve essere fiducia, quella che deve esserci tra Gasperini e i due argentini (RICCARDO TREVISANI, Manà Manà Sport, 90.9)
Leweling sarebbe stato perfetto per la Roma, ma non era del tutto convinto del progetto. Tra Luiz Henrique e Gittens sceglierei il primo. A novembre potrebbe arrivare una multa dalla UEFA che potrebbe avere conseguenze sul mercato di gennaio, anche se a Trigoria non c'è particolare preoccupazione. Escluderei invece il rischio di un'esclusione dalle competizioni europee (FRANCESCO BALZANI, Tele Radio Stereo 92.7)
Per la partita di stasera provo curiosità, ma anche un sano disinteresse per l’inutilità della competizione. Sono curioso di vedere il nuovo corso azzurro di Roberto Mancini, anche se continuo ad avere dubbi sul modulo: per il 4-3-3 non ci sono abbastanza esterni offensivi, mentre c’è grande scelta tra i centravanti. A Trigoria le questioni principali sono tre: capire se verranno organizzate amichevoli, quando rientreranno gli infortunati e se Dybala e Molina partiranno per l’amichevole d’addio di Messi. Su quest’ultimo punto non c’è ancora una risposta ufficiale, ma al momento è più probabile che non vadano (SIMONE VALDARCHI, Manà Manà Sport, 90.9)
Manu Koné è ormai imprescindibile anche nella Nazionale francese: Zidane è pronto a lasciare in panchina Camavinga pur di schierarlo. Il suo acquisto va ricondotto a De Rossi, che in quell'occasione fece un autentico capolavoro. Roberto Mancini, invece, è un allenatore a cui piace rischiare: scegliere Romano dal primo minuto non è da tutti, ma con i giovani spesso le sue intuizioni si sono rivelate giuste (PAOLO ASSOGNA, Manà Manà Sport, 90.9)