LAROMA24.IT - Tempo di ripartire. Strano concetto per chi non si è mai fermato, per una squadra da record che è riuscita lì dove altri non erano arrivati. Eppure la serata di Torino ha lasciato l'amaro in bocca, ai giocatori prima
UN EX D'ECCEZIONE - Eusebio Di Francesco è l'ex d'eccezione della sfida, con le sue 129 presenze in maglia giallorossa e le 16 reti messe a segno. Un paio di occhiali e qualche capello bianco in più, rispetto a quel ragazzo che fu instancabile corridore nello scacchiere di Zeman e uomo squadra nella Roma di Capello campione d'Italia. La sua carriera in panchina inizia nel 2008 a Lanciano, ma il grande salto arriva il 12 gennaio 2010, quando rileva l'esonerato Cuccureddu sulla panchina del "suo" Pescara. A fine stagione è promozione in serie B, dove l'anno successivo sarà protagonista di un campionato di alto livello da matricola. A giugno il rapporto con il Delfino si interrompe, proprio per far posto al "maestro" Zeman, che porterà gli abruzzesi nella massima serie. Ormai, però, Di Francesco non è più una sorpresa e per lui arriva la chiamata in Serie A, sulla panchina del Lecce. L'esperienza in Salento non si rivela fortunata e, dopo appena 13 partite, si chiude con l'esonero del tecnico. La rivincita non tarda ad arrivare: la scorsa estate l'ex giallorosso si accasa al Sassuolo dell'ambizioso patron Squinzi, centrando la "storica" promozione in Serie A.
ANDAMENTO - Che sarebbe stata una stagione difficile nell'ambiente del Sassuolo ne erano tutti consapevoli, ma nel calcio nulla è scritto prima dei novanta minuti. Certo, la partenza non è stata di quelle da ricordare: 4 sconfitte nelle prime 4 partite, tra cui l'1-4 con il Livorno e l'imbarazzante 0-7 con l'Inter di Mazzarri. Di Francesco, però, ha capito presto che la Serie A non è il campionato cadetto e che nella massima serie vige la regola del "prima non prenderle". Ha ridisegnato la squadra e i risultati sono migliorati, nonostante la difesa particolarmente "allegra" (27 gol subiti, peggior difesa in Serie A). Dopo il clamoroso 1-1 strappato al San Paolo contro il Napoli, la compagine emiliana si è ripetuta la settimana successiva mettendo sotto la Lazio, ma rimediando solo un punto. In totale, in 11 partite, il Sassuolo ha raccolto 9 punti, di cui 5 fuori casa, motivo in più per non sottovalutare un avversario che non avrà nulla da perdere. Pesantissimi i 3 punti guadagnati nell'ultima giornata a Genova contro la Samp: in svantaggio dopo il primo tempo, ha saputo ribaltare il risultato imponendosi per 4 a 3, in uno scontro con una diretta concorrente per la salvezza.
FORMAZIONE - Di Francesco sembra intenzionato a riproporre il 3-5-2 corsaro a Marassi, con un Zaza in più, di rientro dalla squalifica rimediata nel match con l'Udinese. In porta, confermatissimo Pegolo, che quest'estate fu ad un passo dal passaggio al Monaco di Ranieri. Nella difesa a 3, spazio all'ex milanista Acerbi, insieme a Bianco ed Antei. In mediana, Luca Marrone dovrebbe agire da schermo davanti la difesa, coadiuvato da Kurtic e Missiroli. Davanti il baby Berardi, autore di una tripletta contro la Sampdoria, a sostegno di Antonio Floro Flores. Unico dubbio per l'allenatore riguarda le fasce. A destra, Schelotto è in forse per problemi alla caviglia. In caso di forfait, al suo posto giocherebbe Gazzola. A sinistra, invece, ballottaggio Ziegler-Longhi, con lo svizzero favorito.
LA GIOVANE PROMESSA - Se in panchina siederà un protagonista della storia della Roma, chi spera di diventarlo, un giorno, è il secondo ex di giornata: Luca Antei. Il difensore classe '92, in comproprietà tra Roma e Sassuolo, domenica ritroverà Florenzi e Caprari, con i quali nel 2011 ha vinto il Campionato Primavera da protagonista, prima di andare a farsi le ossa a Grosseto. In serie B, con i biancorossi, ha collezionato 21 presenze ed un gol, siglato nel derby contro l'Empoli. Lo scorso gennaio, dopo essersi ripreso da una rottura del legamento crociato, passa in prestito al Sassuolo, che a fine stagione esercita la propria opzione per rilevare la metà del cartellino.