Voglio più italiani nel calcio e nello sport

La penna degli Altri
viviani latina
IL ROMANISTA (V. EMILIANI) - Il vortice di voci attorno al contratto da rinnovare o alla possibile partenza di Miralem Pjanic e alle tentazioni che verrebbero da squadre con tycoons disposti a spendere cifre da capogiro, confermano un tema che mi sta particolarmente a cuore e, sostanzialmente, due cose: a) che, nonostante i tentativi di moralizzazione degli organismi internazionali, il calcio europeo continua ad essere "drogato" (con la sola eccezione della Germania), con un evidente stravolgimento delle condizioni di partenza dei grandi club; b) che, nonostante gli ottimi esempi di Bayern Monaco e Barcellona, le maggiori società italiane sono ormai delle multinazionali di calciatori stranieri che non vengono dai vivai (la Roma in parte fa eccezione) e che quindi non hanno forti legami con la società nella quale temporaneamente giocano.
Nell’Inter gioca, quando gioca, un solo italiano, Ranocchia. Una recente inchiesta di "Repubblica" ci ha detto che ogni 100 calciatori della serie A nostrana appena 38 sono di nazionalità italiana. Un dato molto amaro, un campanello d’allarme "rosso". C’è già uno sport, il basket, nel quale primeggiavamo a livello europeo togliendoci anche nel mondo le nostre brave soddisfazioni, e che ora invece, a forza di rimpinzare di stranieri i nostri quintetti, ci vede declassati e in pratica fuori da tutto. Basta leggere i quintetti della Virtus Roma per accorgersi che non c’è, di fatto, né un italiano, né, tantomeno, un romano che entri in campo e segni qualche punticino, difenda, o serva assist.
Finirà così anche col calcio? Nella formazione - tipo della Roma gli italiani sono in genere 3 o 4 (De Sanctis, De Rossi, Totti, Destro o Florenzi, talvolta Romagnoli). Nella Lazio mi pare che vada peggio. Il vivaio giovanile della Roma viene apprezzato e lodato ovunque. Pochi però sono i ragazzi che vengono poi promossi, molti quelli che vengono mandati altrove a "maturare" e che altrove rimangono magari affermandosi: penso a Cerci e a Bertolacci e mi auguro che non succeda per Viviani che ora gioca nell’emergente Latina. E’ una chimera la mia? Io penso che questa debba essere la strada se l’Italia vuole riacquistare nel calcio (le ultime esibizioni della Nazionale mi sono parse allarmanti, se poi dobbiamo affidarci a Balotelli...), nel basket e in altri sport. Diversamente, come Paese, come Nazionali, navigheremo in acque sempre più basse.

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