IL TEMPO (L. PES) - Voglia di sognare. Un verbo che Gasperini ha usato tante volte da quando è a Roma, ma che mai come stasera sente suo. Nella bolgia degli oltre 60 mila dell'Olimpico la Roma sfida l'Inter (fischio d'inizio ore 18, diretta Dazn) nell'ultima gara prima della sosta lunga per le nazionali. Giallorossi e nerazzurri arrivano a punteggio pieno dopo quattro giornate in una serata dalla quale uscirà la capolista per le prossime tre settimane. Il tecnico giallorosso vuole invertire un tabù che lo vede sconfitto da dieci gare consecutive nei confronti della sua ex Inter. Dieci come gli anni trascorsi dall'ultima vittoria giallorossa nei match all'Olimpico contro i milanesi. «È un appuntamento importante, un'occasione - ha detto Gasp alla vigilia - Personalmente sono soddisfatto di quello che stiamo facendo. Stiamo cercando il più possibile di poterci inserire in una fascia sempre più alta del campionato». Sul valore dell'avversario il piemontese non ha dubbi: «Senza alcun dubbio l'Inter è la squadra di riferimento per il nostro campionato e per tutti quanti. È una squadra molto forte e questo penso che sia riconosciuto da tutti. Poi, per le altre squadre, cercare di avvicinarsi e arrivare a competere con loro è sicuramente un riferimento». Un avvicinamento sereno e consapevole quello dei giallorossi a un big match che arriva presto, ma che può già dare un indirizzo importante alla stagione. La Roma è cresciuta nei suoi effettivi e nella confidenza che ha quando sta in campo, un aspetto che ad oggi, insieme al Como, ne fa l'avversaria più credibile dei campioni in carica. Proprio dopo la sosta i ragazzi di Fabregas attenderanno Dybala e compagni per un altro esame di laurea. A proposito di Dybala, questa è la serata dei campioni, dei grandi calciatori, di quelli che possono decidere le gare che contano. L'argentino non segna da gennaio ma contro i nerazzurri, che speravano di ingaggiarlo nell'estate 2022 prima della sua firma con la Roma, ha già saputo far male. Sarà la sfida dei bomber, tra Malen e Lautaro, quella degli esterni come Wesley e Dimarco pronti a consumare il prato dell'Olimpico. Quella dei duelli in mezzo al campo e di quelli sulla panchina. Chivu ha già battuto due volte l'ex allenatore Gasperini, ma stavolta può essere diverso, come ammette lo stesso Gian Piero. «Per me è fondamentale cercare di fare sempre le cose per il risultato della squadra, quindi per raggiungere il risultato. È una partita di calcio, importante soprattutto per il contorno che c'è, e quindi dobbiamo arrivare consapevoli che siamo stati bravi a crearci questo tipo di partita. Facendo i risultati abbiamo permesso di arrivare a questo appuntamento in questo modo e quindi cercheremo di giocare al meglio delle nostre possibilità». La carica non manca, d'altronde partite come queste si preparano da sole, non servono tante parole. Da tempo la Roma non riesce a imporsi contro una grande, anche se la rimonta con l'Atalanta di un paio di settimane fa rappresenta certamente un segnale. Quale miglior notte di questa per far sentire davvero al campionato la propria voce. E andare alla pausa da capolista solitaria. Sogni di fine estate, ma intanto la Roma c'è. E vuole restare lì.