GASPORT (A. CATAPANO) - Fibre, nervi, pulsazioni, respiri. Soprattutto nervi. Il nervo sciatico che lo ha costretto ad uscire dal campo prima che la lotta con gli inglesi assumesse l'epicità della battaglia e in queste ore gli dà il tormento. «Sto meglio, non zoppico più giura da ieri , con la Germania ci sarò. Anche se un conto è allenarsi
Daniele De Rossi ha una virtù, la generosità. Gli deriva dal suo essere Leone, uno che si apre agli altri, e dal suo essere romanista, uno che dà tutto se stesso agli altri. E sì che De Rossi lo è stato, in passato. Ma era giovane e gli anni lo hanno aiutato a correggersi.E spiace ricorrere qui alla solita citazione cinematografica dell'Al Pacino allenatore che infiamma i suoi giocatori con la metafora dei centimetri. Ma cos'è una partita, anzi ogni giorno della vita di De Rossi se non una questione di centimetri? Conquistarne anche solo uno in più può farti vincere la partita, rendere felici le persone che ami o aiutare quelle con cui ti sbatti sul campo. . E aprono scenari nuovi, o mancati in passato per sciocchezze. Dategli quella Germania che nel 2006 saltò per squalifica e vedremo...
«Non cambio una virgola di questa serata, una di quelle che ti rimangono dentro tutta la vita»
Prima e poi E poi, quando sarà tornato dall'Europeo e dalle vacanze, rimettetegli tra i piedi la Roma di Zeman e vedremo se i due si prenderanno o si prenderanno a male parole. Il primo impatto, a distanza, è stato un po' così. Il boemo a coccolarsi Totti, De Rossi a elogiare Montella. Sono due testoni, ma la conoscenza li aiuterà a comprendersi. E la necessità: la Roma non può rinunciare a questo De Rossi, lo stesso ammirato prima del rinnovo del contratto. In effetti se ne sentiva la mancanza.