Scudo Champions

La penna degli Altri
venerdì, 22 maggio 2026 alle 8:37
roma lazio mancini malen
IL TEMPO (L. PES) - A difesa della Champions. L'ultimo passo, come sempre, cercando di evitare di concedere gol agli avversari e, perché no, mantenere quel vizietto di segnare per continuare a inseguire il sogno. Gianluca Mancini è tra i leader indiscussi dei giallorossi per temperamento e spirito di sacrificio. Sempre in campo anche quando il corpo dà qualche segno di stanchezza. Anche questa
settimana di accompagnamento al match decisivo contro il Verona, nonostante qualche acciacco, lo vive da trascinatore. Sarà lui a guidare la difesa al Bentegodi, probabilmente, senza N'Dicka, partendo dal centro. La sua doppietta nel derby ha dato linfa vitale alla Roma per sperare. La corsa sotto la Sud e l'abbraccio finale con i tifosi. Un legame indissolubile che nel corso degli anni è cresciuto come l'attesa di giocare la competizione per club più importante del mondo. Sì perché la Champions, Mancini, non l'ha mai giocata. Nemmeno con l'Atalanta, scegliendo i colori proprio nella stagione d'esordio della Dea nell'Europa dei grandi. Alla sua settima stagione in giallorosso il difensore conosce più di chiunque altro l'importanza dei novanta minuti finali in casa dell'Hellas. L'importanza di un traguardo che seppur non porta trofei può rappresentare l'avvio di un percorso di crescita virtuoso, che aiuterebbe eccome la Roma a lottare per vincere anche in Italia. La Conference con Mourinho, il rimpianto di Budapest e la Nazionale. Di traguardi ne ha raggiunti tanti ma gli manca quello di confrontarsi con i campioni. In quei duelli che spesso ne esaltano lo spirito combattivo, l'essenza del duello. Per Gasperini è una delle colonne portanti della squadra e a breve arriverà anche la firma sul rinnovo di contratto che ne farà un pilastro della storia del club. Oggi Mancini è al sedicesimo posto tra i più presenti della storia romanista, con 318 apparizioni che domenica diventeranno 319. Già nella prossima stagione può mettere nel mirino le 325 di Perrotta e le 347 di El Shaarawy che dopo la gara del Bentegodi saluterà. La top ten è lì, a una cinquantina di partite di distanza e Gianluca da Pontedera, ma ormai più romano che mai, vuole continuare a scrivere pagine tinte di giallorosso con i valori di sempre. Antipatico per gli avversari ma motivo d'orgoglio per i suoi tifosi. Adesso per lui e per tutti i compagni c'è davvero l'occasione del salto di qualità, per avvicinarsi al centenario con nuove consapevolezze e con un'unione d'intenti con l'allenatore del quale certamente il centrale toscano è tra i protagonisti più attivi. Un ultimo sforzo, come sempre, senza esclusione di colpi.

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