IL ROMANISTA (C. ZUCCHELLI) - Lo hanno trovato in forma nonostante linfortunio, con tanta voglia di rimettersi al passo coi compagni e, soprattutto, con tanta voglia «di tornare presto al gol». Il giorno dopo la visita di Dani Osvaldo a Barcellona
Casa che per lui è stata per un anno e mezzo
Barcellona. Si è trovato bene in Catalogna: una casa vicino al mare, tanti amici, un allenatore, Pochettino, che lo ha valorizzato come mai nessuno prima. È rimasto legatissimo a tante persone, appena ha due giorni liberi va a trovarli e così è successo anche lunedì e martedì. Senza però dimenticare la Roma e i "compiti" concordati col preparatore Cabanellas: ecco perché, di prima mattina, Osvaldo si è presentato nella palestra del suo ex club e si è allenato per un paio dore: corsa, qualche esercizio e poco altro.
Ieri a Trigoria, dove è stato provato con Lamela a Pjanic trequartista, tutta unaltra storia. A Bergamo domenica Osvaldo cerca il primo gol del 2012 e sarebbe il gol dellex (come allandata) visto che lAtalanta è stata la sua prima squadra italiana, quella che lo ha fatto trasferire ad appena 20 anni e che gli ha regalato la sua prima presenza in serie B.
Era l8 aprile del 2006, lAtalanta lo aveva preso qualche mese prima nel mercato di gennaio dallHuracan. In quella occasione giocò appena 3 minuti, quelli che gli concesse lallora tecnico dei bergamaschi Colantuono, lo stesso di oggi, che lo mise dentro al posto di Lazzari nella vittoria casalinga per 2-0 contro la Cremonese.
A Bergamo Osvaldo ci rimase poco, passando poi per
Lecce, Fiorentina e Bologna e mettendo insieme
99 gettoni di presenza tra Serie A (46),
Serie B (34),
Coppa Italia (6) e
Coppe Europee (13). Il tutto condito con
17 gol, solo in campionato. Pochi rispetto ai 20 in 44 presenze con lEspanyol in un anno e mezzo. Quelli che hanno convinto la Roma a prenderlo e che hanno rilanciato la sua carriera. Anche in chiave azzurra. P