CORSPORT (M. EVANGELISTI) - Neanche mezzo passo indietro. Adem Ljajic piazza le braccia larghe sul tavolo, pronto ad ascoltarne di cotte e di crude sul suo conto. Quello è il suo ponte Sublicio e lui un Orazio Coclite venuto dallEtruria per allearsi ai
LA STAZIONE - Si presenta in questo modo come avesse sempre studiato recitazione. Invece recita se stesso, la faccia luminosa di Ljajic, lui che è canzone e croce, Jekyll e Hyde, Orazio Coclite ed etrusco invasore. Sa già quello che i tifosi vogliono sentire. Non si fa cogliere mai di sorpresa. «La Roma è un club ambizioso, io sono ambizioso, non ho nessuna intenzione di considerare i giallorossi una stazione di transito. Sono qui per restare dieci anni. Intanto ho firmato per quattro e sono subito andato ad allenarmi» .
Tanta fretta gli ha consentito, racconta, di vedere allopera un gruppo di ottimo livello, un allenatore bravo «che se mi chiede di giocare terzino io gioco terzino, però preferisco esterno destro in attacco» , un bel centro sportivo e la voglia di fare le cose alla grande. «Qualificarci per le coppe europee e vedere che cosa succede in campionato. Io dico che lunica squadra superiore alla nostra è la Juventus. Poi cè un plotoncino che può puntare al secondo posto e di questo facciamo parte anche noi della Fiorentina» .
Il lapsus è pacchiano e comprensibile dopo tre anni di prestazioni oscillanti, show indimenticabili e litigi perforanti con la maglia viola. «Questo fatto del ragazzo cattivo mi indispone. Potete chiedere ai miei ex compagni se sono cattivo. Del litigio con Delio Rossi ho parlato tanto e non ci voglio più pensare» . (...)
IL COPIONE - Sapeva anche questo. Che a Roma oggi ci sono due parole capaci di far scattare riflessi condizionati e riaccendere il senso di ragno nei tifosi. Una è derby. Laltra è Totti. «Alla Fiorentina tiravo le punizioni. Qui potrei farlo solo quando Totti non gioca. Se cè lui, io mi piazzo per recuperare la ribattuta» . (...)