La Roma torna brutta e fa strada alla Spal: “Noi non siamo questi”

La penna degli Altri
domenica, 21 ottobre 2018 alle 13:43
lp 8673324
LA STAMPA (M. DE SANTIS) - A che punto è la notte della Roma? Probabilmente, tanto per dare un’idea della complessità della situazione, non lo sa neanche la diretta interessata. Sembrava finita due settimane fa al culmine di un poker di vittorie illusorie e passata in cavalleria durante la pausa, ma alla prima prova dei fatti è ritornata fonda come nei peggiori tempi cupi di inizio stagione.
La «spallata» assestata da Petagna e Bonifazi, settimo capitombolo interno in 24 gare di campionato all’Olimpico sotto la gestione Di Francesco, decreta la riapertura dello stato di crisi e della ricerca di uomini veri che non siano solo calciatori. Più facile a dirsi, invocando un «atteggiamento» di tutt’altro tipo, che a farsi dopo una prestazione
oscena che ha consentito alla Spal di rivincere in trasferta in Serie A con due gol di scarto e con la porta inviolata dopo 53 anni (sempre contro la Roma nel 1965).
Serve il riscatto in Champions Questa Roma, forse ritenuta guarita troppo frettolosamente, non è altro che un paradosso: può ruminare un calcio persino piacevole all’occhio di chi guarda, si concede pleonastici tocchi da accademia, spreca un’occasione dietro l’altra e poi, alla prima infilata altrui (rigore procurato dal trottolino Lazzari e realizzato da Petagna), si deprime, ripiomba in piena crisi d’identità e rivede tutti i fantasmi del passato (non solo recente). «
Nel primo tempo non meritavamo di perdere - riflette l’imputato, ma non ancora in discussione, Di Francesco - poi siamo stati troppo frettolosi e abbiamo buttato tanti palloni senza senso. Meno male che martedì c’è una gara per dimostrare che non siamo questi». Il problema è che nemmeno la Roma, prigioniera dei chiari e degli scuri di tante lune, sa con certezza cosa è ora. Senza un Dzeko versione salvatore della patria, ritornato per un pomeriggio quello dei giorni peggiori con tre occasioni d’oro sciupate e un’animata discussione con il team manager De Sanctis, tutti gli altri nodi sono tornati al pettine: l’evanescenza di El Shaarawy, la mancanza di affiatamento della coppia mediana Nzonzi-Cristante e l’insicurezza di tanti altri interpreti (Fazio in primis). «Almeno adesso non si parla più del modulo
», ridacchia Di Francesco. Molto più semplicemente, nell’imminente tour de force da 5 partite in 18 giorni tra campionato e Champions, la Roma farà la conta degli uomini veri e dei calciatori caporali. Di nuovo.

APPENA ARRIVATO

whatsapp image 2026 06 09 at 141601

Off-Season 2026: la "pausa estiva" come opportunità per reimpostare mente e corpo

giu 09, 13:39

La stagione sportiva è terminata, ma è già tempo di proiettarsi alla prossima. La "pausa estiva" serve come momento per l'atleta per resettare e reimpostare mente e corpo. È un'opportunità d'oro per c...

dybala-kone-roma-sassuolo

Soulé quasi fatta. Koné non si vende

giu 26, 8:38

IL ROMANISTA (L. FRENQUELLI) - Sì, d’accordo la plusvalenza, ma con un minimo di riserva. La Roma sta lavorando su più fronti per colmare l’ormai famigerato gap di plusvalenze richiesto dall’Uefa e or...

hellas verona roma svilar

Nessun ricatto economico: Svilar resta

giu 26, 8:28

IL ROMANISTA - Sono giorni senza dubbio complessi per la Roma, impegnata nella ricerca di offerte congrue per raggiungere gli obiettivi finanziari necessari a rispettare i paletti del FPF. Tuttavia, d...

greenwood

Greenwood aspetta Gasp

giu 26, 8:18

Mason Greenwood ha scelto. Tra offerte milionarie, promesse faraoniche e corteggiatori sparsi tra Europa e Arabia Saudita, l'attaccante inglese ha mandato un messaggio chiaro: vuole la Roma. Un segna...

Loading