I genitori di Ciro Esposito: «Dovevano chiudere l’Olimpico come fecero con il San Paolo»

La penna degli Altri
lunedì, 13 aprile 2015 alle 13:13
leardi
IL TEMPO - I genitori di Ciro Esposito, il tifoso del Napoli morto dopo 52 giorni di agonia in seguito agli incidenti avvenuti il 3 maggio a Roma in occasione della finale di Coppa Italia con la Fiorentina, nel corso della trasmissione di Rai 3 «In mezz’ora» hanno espresso le sue paure e la sua rabbia contro la
«macchina del fango».
Secondo Giovanni Esposito «dovevano chiudere lo stadio Olimpico come fecero con il San Paolo, purtroppo non studio legge quindi non posso giudicare se fanno bene o male». «Non ce l'ho con la Roma o con la squadra - ha aggiunto - siamo stati 50 giorni a Roma e il sindaco, che è del mio partito, non è mai venuto a chiederci se ci serviva un bicchiere d'acqua o una coperta. Si è scusato dopo un anno».
La madre di Ciro, Antonella Leardi ha ribadito con fermezza «La mia paura non è una paura materiale, paura di essere uccisa o ferita, ma di subire violenze verbali. Io vengo attaccata anche su Facebook: mi mandano insulti anche sulla email dell'associazione ed è una cosa molto grave, questa è una violenza psicologica. Stare qui, davanti a una telecamera, per me è un trauma, perché io non ci sono abituata, ma l’ho fatto perché si era messa su la macchina del fango, volevano infangare subito mio figlio. Questa macchina del fango purtroppo, dopo 9 mesi, continua ad andare avanti, ora vogliono farlo con me e la mia famiglia». «Sono persone che hanno il cuore arido e un cuore arido difficilmente riesce a mettersi nei panni altrui - ha detto riferendosi agli autori degli striscioni esposti all'Olimpico - Dire che una mamma lucra sulla morte di un figlio...noi andiamo in lungo e largo per l’Italia, non abbiamo mai recepito stipendio o retribuzione, a noi nessuno ci paga».
«Chi ha ucciso mio figlio non dovrebbe nemmeno esistere. Poi se c’è chi scrive queste cose, non so se sono d'accordo con De Santis, ma per l’ Italia è un problema serio: chi uccide a sangue freddo con dei bossoli che si aprono una volta dentro il corpo, è peggio dei killer professionisti. Se questi tifosi sono con gente cosi - ha aggiunto ancora Giovanni Esposito, - così il Giudice sportivo ha deciso di chiudere un turno la Curva Sud. Non si è calmato ancora niente - ha aggiunto -. Sono tutti con questo Gastone...Speravano forse che uscisse pulito anche da questa situazione».

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