Gasperini, lacrime e calci"Ranieri mai così aggressivo"

La penna degli Altri
sabato, 18 aprile 2026 alle 10:41
como roma gasperini
Gasperini piange. Poi si ferma, si alza di scatto, punta la porta e la spalanca con un calcio. È l'uscita di scena che chiude una settimana di tensioni, polemiche e panni lavati in pubblico. Tutta la pressione accumulata dal tecnico della Roma, rimasta compressa per quasi mezz'ora in un esercizio forzato di autocontrollo, esplode a Trigoria. Davanti a tutti.
All'inizio della conferenza stampa alla vigilia di Roma-Atalanta, Gasp tiene la barra dritta, quasi distaccata. Evita le domande insidiose, «parlo solo della partita» e si rifugia sul campo, seguendo la linea dialettica studiata all'inizio. Poi qualcosa si incrina quando il discorso scivola sull'Atalanta e su Antonio Percassi.
È un passato che evidentemente sente ancora addosso: «
A Bergamo io ho potuto fare bene perché il contesto intorno a me era molto compatto. Il lavoro della società è stato straordinario, operando in sintonia con l'allenatore. Poi la proprietà è cambiata, forse anche perché non c'era più il papà con il quale ero più legato». A quel punto l'umore deraglia. Tra lacrime e calci.
Perché Gasp ai colpi assestati dal senior advisor Claudio Ranieri nell'intervista esplosiva prima di Roma-Pisa non può - o non vuole - replicare apertamente. [...]
Poi, con uno scatto d'orgoglio sottolinea come «non sono una persona così brutta se a Bergamo e a Genova mi hanno tenuto nove anni
». Tradotto: con me si può lavorare, e a lungo, senza vivere in guerra.
Ma ormai a Trigoria il conflitto è aperto. Una frattura nata già in autunno, alle prime divergenze con lo staff medico (vicino a Ranieri), alimentata poi dalle critiche sul mercato e diventata insanabile dopo l'uscita pubblica del senior advisor. L'ultima settimana è passata senza che i due si incrociassero a Trigoria. Nelle call (separate) Dan Friedkin ha incassato le richieste dell'allenatore per la sua permanenza a Roma: fuori Ranieri e lo staff medico e maggiore attenzione sul mercato. Poi è stato il turno di Sir Claudio, pronto a farsi da parte per queste ultime partite (oggi è possibile non vada neanche in tribuna) prima del redde rationem di fine stagione. O lui o me. Perché almeno su questo i duellanti sono d'accordo.
(La Repubblica)

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