La scorsa stagione spesso e volentieri finivano con essere un problema. O, quantomeno, non certo la soluzione che si sperava e che, negli anni, era stata una delle chiavi della sua Atalanta. In questa stagione, invece, per mille motivi sono uno dei punti di forza della Roma, uno dei segreti con cui Gian Piero Gasperini si è arrampicato fin lassù, in vetta alla classifica. Ed allora sì, gli esterni giallorossi saranno anche una delle chiavi della sfida di Como, alla ripresa del campionato, quando la Roma si ritroverà di fronte quel Fabregas con cui condivide – almeno per il momento – a tutti gli effetti il ruolo di anti-Inter.
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Insomma, oggi sembra davvero tutta un’altra storia rispetto alla prima stagione gasperiniana, quando c’era il solo Wesley a convincere davvero in pieno e dall’altra parte Gasp doveva arrangiarsi con Celik (considerato affidabile, ma comunque limitato per molti aspetti). Adesso no, è tutto diverso, un po’ perché il tecnico giallorosso ha scoperto in corsa il giovane Lulli ed un po’ perché Molina è salito pian piano di condizione, garantendo qualità ed assistenza alla fase offensiva della Roma. E così non è certo un caso che la Roma sia una delle squadre che ha creato più occasioni da gol proprio grazie ai suoi esterni (nello specifico 13 con Wesley, 7 con Molina e 4 con Lulli), seconda solo all’Inter, che in fascia può contare su due del calibro di Dimarco (una garanzia) e Diouf (la novità d’inizio stagione), che in due in queste prime sei giornate di campionato hanno costruito 26 occasioni, appunto due più dei giallorossi. Insomma, alle spalle dei più bravi adesso c’è proprio la Roma. Proprio lì dove lo scorso anno, invece, i giallorossi latitavano.
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A Como Gasp dovrebbe quindi giocarsela proprio con Molina a destra e Wesley a sinistra. E non è solo perché l’argentino e il brasiliano sono rimasti a Trigoria in questa lunga sosta (per la prima volta ben tre settimane), perché poi lo stesso Lulli sarà di ritorno domani dagli impegni con l’Italia Under 21 e – volendo – avrebbe anche tutto il tempo di preparare la sfida di Como in modo adeguato. Quella di Gasperini è piuttosto una scelta, anche per cercare di tenere impegnati dal punto di vista difensivo i due esterni d’attacco dei lariani, che dovrebbero essere da una parte Baturina e dall’altra Diao. Due che Gasp ovviamente (e pure giustamente) teme, ma che se dovessero essere chiamati anche a compiti difensivi potrebbero perdere un po’ di lucidità nel momento in cui poi si ritrovano palla al piede.
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Tra l’altro, ogni volta che Gasperini si è ritrovato a parlare dei suoi esterni ha detto (o ha fatto intendere) come per lui non esistano delle fasce fisse. Wesley può giocare tranquillamente sia a destra (che peraltro è la sua zona di riferimento preferita) sia a sinistra (dove ha invece giocato più partite in assoluto da quando è nella Capitale), ma anche lo stesso Molina è stato già impiegato su entrambe le fasce (esattamente come in questi 16 mesi di Gasperini è successo spesso a Rensch). E anche a Como, a prescindere da chi partirà da una parte e chi dall’altra, è facile – e anche possibile – che Gasp decida poi di variare i due esterni, cambiandoli di fascia in corsa.
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E se Wesley è quello chiaramente più predisposto ad andare e ad accompagnare la manovra, Molina probabilmente avrà compiti maggiormente difensivi. Una cosa però è certa, da quest’anno gli esterni della Roma hanno iniziato a girare a pieno regime. Il motore è rodato, le occasioni da gol rischiano davvero di piovere a pioggia...
(Gasport)