GASPORT (M. CECCHINI) - Se la faccia è sempre simile a quella malinconicamente immota di un Buster Keaton, la filosofia comincia ad essere astuta come quella di Totò. «Chi si ferma è perduto», verrebbe infatti da dire osservando le ultime evoluzioni tattiche dello Zeman 2.0. Ovvero, il dogma del 4-3-3 a volte sacrificabile alla
Totti ovunque Proprio vero. Ormai infatti non fa più notizia, ad esempio, la proficua libertà di cui gode Francesco Totti pur partendo dalla posizione di attaccante esterno di sinistra. Godendo di una forma fisica invidiabile, il capitano svaria ovunque lo porti il proprio estro e questo gli consente di aprire il corridoio di competenza per le avanzate di Balzaretti e Florenzi, di piazzarsi spesso in veste di suggeritore dietro le due punte e di andare alla conclusione con continuità.
Pescara Ma la duttilità del boemo si è mostrata in modo lampante a Pescara e più sottilmente a Siena. Contro gli abruzzesi, con i giallorossi che difendevano l'1-0, Zeman ha fatto uscire due attaccanti di ruolo (Destro e Osvaldo) per inserire due centrocampisti (Perrotta e Tachtsidis) e blindare il risultato. A Siena già le scelte della vigilia sono parse poco zemaniane. prima che questi passasse centrale a maggior protezione della difesa (altro indizio di duttilità). Il caso emblematico è quello di Perrotta che, da quasi epurato, Zeman sta rilanciando sempre più spesso, facendogli scavalcare a volte anche giallorossi più «inseriti» nei programmi futuri. Come dire, per rottamare i campioni del Mondo c'è tempo. E probabilmente anche Daniele De Rossi sarebbe d'accordo...
«Parlerò solo dopo che avrò segnato tre gol» ha spiegato ieri il centrocampista. Ieri pure capitan Totti lo ha elogiato: «È un campione e un esempio di professionalità».