Dai mugugni alle ovazioni, DDR è tornato

La penna degli Altri
martedì, 15 aprile 2014 alle 9:59
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GASPORT (C. ZUCCHELLI) - RomaChievo dello scorso campionato, 8 maggio, ultimo k.o. in casa dei giallorossi: Daniele De Rossi sbaglia un passaggio, una parte del pubblico mugugna, lui reagisce con un gesto di stizza. Non a caso, qualche settimana prima aveva detto: «
Il rapporto con alcuni tifosi non è più lo stesso. Quando sbaglio, certi mormorii si sentono». Sono passati poco più di 12 mesi da quelle parole, sembra preistoria. Non solo perché i mormorii e i mugugni sono ridiventati applausi, ma anche perché i passaggi, De Rossi, non li sbaglia più.
Record È il giocatore della Serie A più preciso: 1844 i passaggi riusciti, davanti a Pjanic (1667) e a Moretti del Torino (1666). Soltanto sabato ne ha messi insieme 99, in una giornata terminata con la fascia al braccio e iniziata con il sorpasso a Losi. Con 452 presenze complessive, da tre giorni De Rossi è il secondo giocatore ad aver indossato più volte la maglia della Roma. Un calciatore ritrovato, lontano parente di quello che soffriva a Trigoria e si consolava in Nazionale.
Prandelli e Garcia Oggi, che insieme a Florenzi è a Coverciano per i test preMondiale, l’azzurro non è più un’ancora di salvezza, ma la ciliegina sulla torta. Una torta preparata fin dall’estate e che Rudi Garcia, nel suo libro, racconta così: «De Rossi mi aveva detto che con la testa era in partenza, lontano da Roma. Mi ripeteva con insistenza che aveva delle opportunità e dovevo lasciarlo andare. Ma ci eravamo accordati per una dead line, non lo avrei mai lasciato partire dopo la prima giornata». Il resto è storia nota: il Manchester lo chiama, De Rossi tiene fede al patto e declina: «Rispetto il mio impegno, resto». Commento del tecnico: «Erano le parole di un grande giocatore, lo sapevo. Ma anche di un grande uomo e questo non potevo ancora saperlo».
Vecchi amici Lo sapeva, invece, Montella: sabato saranno avversari, 11 anni fa, quando De Rossi esordì in A, era in campo insieme a lui e Totti. In tribuna c’era Pradè, davanti alla tv Aquilani, altri avversari, ma prima ancora amici. Per non parlare di Pizarro: «Con lui — ha detto Daniele — ho giocato molte delle mie migliori partite
». Complice Spalletti, l’allenatore che tanto gli ricorda Garcia. Sarà anche per questo che, quasi 2.000 passaggi dopo quel RomaChievo di un anno fa, De Rossi si è ripreso la Roma. E gli applausi.

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