Bojan: "Proviamo a vincere!"

La penna degli Altri
domenica, 11 dicembre 2011 alle 11:03
IL ROMANISTA (F. PANICCIA) - Bojan è ritornato sull’argomento che l’ha visto protagonista in negativo per tutta la settimana. Quel fallo di mano di Firenze che gli è costato l’espulsione (la prima in carriera), il terzo gol viola e la matematica esclusione per il big match di lunedì sera dell’Olimpico, contro la Juve.
Quel fallo di mano di che gli è costato l’ (la prima in carriera), il terzo gol viola e la matematica esclusione per il big match di lunedì sera dell’Olimpico, contro la Juve. E lo ha fatto attraverso i microfoni di Italia1: «
Prendere la palla con la mano è stato un gesto istintivo, non volevo che la Fiorentina segnasse un altro gol: puro istinto, non ho potuto controllarlo».
Istinto. Quell’istinto che però lo porterà a guardare la partita in tribuna, in una partita che poteva, doveva essere anche sua. Si è discusso anche del gesto di stizza che lo spagnolo ha avuto subito dopo l’espulsione, quel lanciare la maglia a terra prima di imboccare il tunnel che porta agli spogliatoi. E il folletto ha voluto chiarire anche questa situazione: «La maglia della Roma per me è grande, l’ho buttata via in un attimo di rabbia: ero nervoso perché la partita era andata male e perché avrei saltato la Juve». Comprensibilissimo, quando si ha tanta trance agonistica in corpo molte volte si perde il lume della ragione e Bojan ha scagliato a terra la prima cosa che ha trovato, la maglia appunto. Poteva essere un libro per uno studente che non impara a memoria il proemio dell’ "Odissea" di Omero, o una chitarra per un chitarrista che non trova l’accordo giusto. Ma che Bojan non sia attaccato alla maglia giallorossa, questo no. Un errore dovuto alla giovane età, quello sì.
Lunedì c’è la Juve e anche se non sarà della partita, Bojan ha voluto dire la sua su questa sfida: «La Juve è in un grande momento e ha calciatori importanti, ma noi dobbiamo pensare alla nostra partita e chi scenderà in campo può provare a vincere. Mi piace Pirlo, è fortissimo, ma tutta la squadra è molto completa. Tra lui, Xavi e Iniesta non saprei dire chi è più forte, sono diversi, ma farli giocare tutti insieme sarebbe uno spettacolo». Infine lo spagnolo ha parlato anche del suo ambientamento a Roma, che tra alti e bassi non è stato di certo dei più semplici per un ragazzo di 21 anni: «A Roma sto benissimo, ho assaggiato la cacio e pepe e impazzisco per la cucina romana. Per quanto riguarda le multe, mi hanno tolto la patente due volte. Niente da dire sulla prima: non sapevo bene il codice della strada ed era giusto così. La seconda volta invece non ho fatto niente e tutto è successo alle undici di sera e non alle tre di notte come ha scritto qualcuno». E se già si è innamorato della cucina romana, figuriamoci del resto...

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