SABATINI: "Spalletti è arrivato quando doveva arrivare, era doveroso proteggere Garcia fino in fondo. Il suo percorso è da scudetto, ma non credo che ce l'avremmo fatta contro questa Juve. Totti vuole giocare ancora. Nainggolan? Lo seguono in molti..."

Interviste AS Roma
di zzz
martedì, 26 aprile 2016 alle 23:41
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PREMIUM SPORT - Il direttore sportivo della Roma, Walter Sabatini è intervenuto ai microfoni dell'emittente televisiva nel corso del pre-partita della sfida tra Manchester City e Real Madrid. Queste le sue parole:
Vedrà stasera la semifinale di Champions tra Manchester City e Real?
"
Sono partite di una grande suggestione, sarà uno spettacolo grandissimo. Per Manchester City-Real Madrid ci saranno in campo calciatori di grande caratura".
La Roma con il Real Madrid ha creato tantissimo ma poi non è riuscita a concretizzare…Rimpianti per come è andata in Champions?
"Non li definirei rimpianti, ci siamo espressi su livelli accettabili e abbiamo lavorato molto. Non posso evocare la sfortuna perché sarebbe sbagliato. Però abbiamo giocato dignitosamente tutte le partite. In una fase ho creduto che nel secondo tempo ce l’avremmo fatta, infatti abbiamo creato due palle gol e li ho pensato che saremmo potuti rientrare nel match, ma purtroppo non è successo. Ci rifaremo almeno lo speriamo. Speriamo anche di rigiocarla anche l’anno prossimo la Champions e in quel caso cercheremo di farcela".
Rammarico per non aver preso Spalletti prima?
"Lo sapete meglio di me i tempi e i modi del calcio, è ovvio che per il suo percorso c’è un sospetto e un dubbio legittimo. La Juventus ha fatto uno strappo che non è replicabile. 24 vittorie su 25 partite è veramente una cosa non immaginabile. Spalletti ha fatto risultati incredibili. La sua media è da scudetto, il suo percorso è nettamente da scudetto. Spalletti è arrivato quando doveva arrivare, ma non credo che la Roma ce l’avrebbe fatta per lo scudetto. Avremmo potuto essere più competitivi. Spalletti ha fatto risultati straordinari, ma Garcia ha fatto 155 punti in due anni, era doveroso proteggerlo fino in fondo".
Pastore va riportato in Italia?
"E’ un giocatore di 27 anni, è nel pieno della sua maturità. Ha avuto un percorso altalenante al PSG, quest’anno stava facendo bene. E’ un giocatore che è auspicabile che torni in Italia, è un talento puro, riesce a trasformare ogni palla in qualcosa di importante, è un falso lento, palla al piede è velocissimo, è un giocatore generoso, gli piace giocare con i compagni. A volte il suo talento lo porta a fare cose bizantine. L’ho visto percorrere 80 metri palla al piede, è un calciatore fantastico. Spero che non torni in Italia, perché non credo possa venire alla Roma".
Benatia lo consiglierebbe alla Juventus?
"Non mi sento di dare consigli alla Juve, non ne hanno bisogno, non hanno sbagliato niente. La Juve si è staccata sulle altre in maniera netta, ce ne siamo accorti tutti in Italia, tutti raccontano della mentalità vincente, dei rigori, ma hanno fatto scelte giuste al momento giusto. Non hanno bisogno certamente dei miei consigli. Mehdi è un giocatore formidabile, un po’ logorroico per la verità. E’ un grande parlatore, con il tutto finalizzato alla costruzione di un grande reparto difensivo. Non credo che sia molto diverso rispetto a Ferrara. Mehdi ha un livello di attenzione altissimo, è molto forte sulle palle inattive".
Ridarebbe del menestrello e del simulacro a Benatia e al suo procuratore?
"In un’altra epoca storica il menestrello si presentava da tutte le società che potevano essere interessate al giocare. In quel momento la Roma non voleva venderlo il giocatore. Poi definivo simulacro Benatia, perché era un’imitazione del calciatore che avevamo visto. Mi venne questa definizione, ogni tanto vado fuori al mio vocabolario. Ho un lessico che comprendo solamente io, in solitudine".
Ci racconta qualche retroscena su Pjanic?
"Quel giorno dell’acquisto c’era una confusione incredibile, erano i primi tempi della nuova Roma, eravamo io Fenucci e Tempestilli in una stanza dell’Ata Hotel. Miralem doveva fare le visite, abbiamo noleggiato un aereo privato per portarlo a Roma, non c’era accordo col procuratore anche. Me lo ricordo bene quel giorno, abbiamo portato giocatori che hanno fatto molto bene, come Borini. Sono particolarmente orgoglioso di Miralem, è un calciatore di alto livello, che risolve le situazioni. Lui viene sembra pensato come un principe del calcio, ma quando si va a controllare il metraggio corre come un mediano di riconquista, ha una corsa qualitativa. Ha 26 anni e ora ha la Roma sulle spalle, mi ha dato gioia. Sta arrivando alla sua piena maturità".
Giocatori come Isco o James possono andar via dal Real Madrid?
"Penso sia molto difficile. é difficile anche portarli via da quel tipo di calcio perchè questo tipo di giocatori difficilmente abbandona una piazza importante. Lucas Vazquez rappresenta la bellezza del calcio. Lui ha scavalcato giocatori che hanno un pedigree molto migliore del suo. Questo è il romanticismo del calcio. La forza del calcio in cui i ragazzi emergono anche se davanti a loro hanno giocatori che sono dei campioni. Il calcio è sempre in discussione. Poi sulla questione legata a Cristiano Ronaldo ho appeso in bacheca un pensiero che in realtà non è mio ma l’ho rubacchiato. “Il talento coglie un pensiero che altri non riescono a cogliere. Il genio coglie un bersaglio che nessun altro sa vedere”. Questa sera ci saranno tantissimi campioni, ma Cristiano Ronaldo è il genio e per il Real Madrid non è una perdita da poco".
Per sostituire Zeman c’erano 4 sostituti: Bielsa, Blanc, Allegri e Garcia…
"Confermo".
Allegri?
"Ha mostrato di averci conoscenza di calcio, ed è stato importante nella gestione di un gruppo. Era particolarmente difficile, ha vinto con strumenti nuovi. La volontà di portarlo a Roma non era del tutto sbagliata. Non si liberò dal Milan".
Perché Spalletti?
"E’ un grandissimo allenatore, è una persona serissima, sa lavorare dentro il campo e sa sfruttare i suoi collaboratori, è un allenatore di grandissimo profilo. Sono sbalordito per quello che è riuscito a fare con questo gruppo. Se non hai un conduttore in campo, un uomo che conduce il gruppo, non bastano i grandi giocatori. Spalletti anche dal punto di vista didattico è al top".
Lei su Totti disse che è il Sole che tramonta sui tetti di Roma…
"E’ una frase ancora attuale a distanza di cinque anni. Chi vive a Roma si accorge che la luce indugia sui tetti, quindi dissi che Totti era la luce sui tetti perché non si spegneva mai. Questa frase la dissi cinque anni fa, ma ancora è valida, non si è spento. Il punto di domanda su Totti è ‘Vuoi finire quando sei ancora al massimo livello o quando non ce la fai più?’. Francesco pensa che queste sue possibilità tecniche dinamiche e fisiche siano procrastinabili nel tempo. Lui ha una vera passione per il calcio, una voglia adolescenziale, su questo non ci sono dubbi".
Devo fare una critica alla società per come ha gestito il caso Totti. Andava risolto prima e non lasciato tutto sulle spalle di Spalletti…
"Spalletti ha fatto il suo lavoro. Quando l’ha ritenuto giusto, ha fatto giocare Francesco con ottimi risultati. Spalletti ha avuto l’onestà di metterlo in campo a giocare. E in campo ce l’ha messo l’allenatore, non la stampa e nessun altro. Spalletti è fuori da questa possibile polemica, o qualsiasi discorso che possa esser fatto. Spalletti ha fatto il suo mestiere, e l’ha fatto anche bene".
E’ vero che Conte vuole Nainggolan al Chelsea?
"Non lo so, non ho parlato mai con Antonio Conte. Nainggolan è un centrocampista universale, così forte in tutte le fasi di gioco che è seguito da molte società. Inseguito da noi anche, qualche volta".
Nainggolan sta giocando in un nuovo ruolo con Spalletti…
"Potrebbe esser anche una posizione transitoria, ma spesso Spalletti lo utilizza come centrocampista più alto. Spesso lo alza e lo fa giocare più avanti degli altri".
Un tifoso: “Portace Cavani Walter!”…
"E’ un calciatore di grandissimo livello, ma vorrei ricordare che il nostro problema non è il gol, siamo il miglior attacco della Serie A".
Messi o Cristiano Ronaldo?
"Come faccio a rispondere a questa domanda (ride, ndr)".
Alla domanda "Sabatini, lei resta?"
il direttore sportivo saluta tutti e conclude il collegamento.

APPENA ARRIVATO

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