PEROTTI: "Lotteremo fino alla fine per lo scudetto. La Lazio non ci fa paura"

Interviste AS Roma
martedì, 29 novembre 2016 alle 5:45
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SPORTMEDIASET - Diego Perotti, attaccante della Roma, è intervenuto nella notte alla trasmissione televisiva 'Tiki Taka', in onda su Italia 1. Queste le sue parole:
Com’è il lunedi mattina prima del derby? Inizia a salire l'adrenalina o il derby è ancora lontano
Il derby si sente già da un paio di settimane, te lo fanno sentire i tifosi per strada, ti dicono che si deve vincere. E’ stato importante vincere ieri, cosi siamo sopra di loro di un punto, quella di domenica sarà una bellissima partita che speriamo di vincere.
Com’è giocare con Dzeko? Cosa è cambiato?
E’ in un momento bellissimo, ciò che gli è successo l’anno scorso non era normale. Il problema di un attaccante spesso è non avere le possibilità di fare gol, mentre lui le aveva. Ora è in forma e dobbiamo approfittando del suo momento, sta facendo una stagione pazzesca.
Come va servito Dzeko?
E’ un attaccante alto, penso sia meglio mettergliela di testa, ma anche con i piedi è fortissimo, basta vedere quel gol strepitoso che ha fatto in Europa League. Ora abbiamo un ciclo di 3 partite difficili e lui sarà importante, perché i numeri che sta facendo sono fondamentali.
Con il Pescara troppa leggerezza nel leggere la partita?
Può darsi, ma penso che si possono vincere anche partite del genere, che in altri tempi avremmo pareggiato o perso. Abbiamo fatto un primo tempo di alto livello. Facciamo degli errori, è vero, ma per lo scudetto bisogna vincere anche partite come questa.
Hai già segnato al derby.
Il derby è una partita diversa, quello dello scorso anno era diverso perché la Lazio era più lontana mentre ora sono vicini a noi. Questa partita sarà diversa, il mio primo derby è stato speciale, ho segnato e abbiamo vinto 4-1 ma stavolta sarà diverso.
Il rigore al Pescara, perchè l'hai tirato da fermo e non in corsa? (domanda di Tomas Rincon, centrocampista del Genoa che è in collegamento con lo studio, ndr)
La verità è che ho giocato con Bizzarri al Genoa, è uno che mi conosce più degli altri portieri. E dei portieri argentini ho un po' paura, sono un po' più bravi degli altri e ho cambiato proprio per questo.
Il tuo gol di rabona?
E' un gesto tecnico che faccio quando penso che sia più complicato crossare con il sinistro. Non posso dire di aver cercato la porta in quell'occasione, sarebbe una bugia, chi ha giocato a calcio sa che è così ma mi resterà nel cuore come un gol di rabona.
Cosa rappresenta Totti? Che tipo è nello spogliatoio?
E’ un compagno di squadra bravissimo, devo ringraziare tanto il calcio per avermi fatto incontrare grandi calciatori come lui. Ho scelto il numero 10 in passato per giocatori come lui. Da piccolo vedevo questi giocatori, i numeri 10 sono i migliori e Francesco è uno di questo
Cosa ti ha raccontato tuo padre di Maradona? Non ti chiami Diego per lui, vero?
Lo dicono sempre, ma non è così. Mi ha raccontato tante cose, per lui è stato un onore. Gli ha fatto vedere cose in partita e in allenamento che non sa fare nessuno e la mia prima convocazione in Nazionale è stata per merito suo. Insomma, ho giocato con Riquelme e Totti e mi ha allenato Maradona, il calcio mi ha dato tanto.
Boca-River, il paragone con il derby di Roma si può fare?
Penso di si, sono abbastanza simili. Quando giocavo al Boca ero infortunato molto spesso e non giocai quel derby, l’ho visto allo stadio da ragazzino. E’ una partita diversa, spesso anche pericolosa e questo fatto è un po’ brutto, in Argentina andare allo stadio è un po' più pericoloso, qui si può arrivare allo stadio senza paura.
Come si gioca il derby? Quanto tempo prima ci si inizia a pensare? Cambierà qualcosa nella tua preparazione
Sicuramente è una partita diversa. Già ieri quando l’arbitro ha fischiato la fine e dopo aver vinto questa difficile partita con il Pescara, nello spogliatoio già si parlava di domenica. Sappiamo che è importante non solo per noi, ma per la città e per i tifosi che amano questa squadra. E’ una partita diversa, magari non ci si vuole pensare ma te la mettono in testa. Da quando sono arrivato mi hanno detto che se c’era da vincere una partita era questa. Penso che per i tifosi e per noi è una partita diversa dalle altre, specie ora che siamo così vicini in classifica.
Ti aspettavi una Lazio così in forma? Cosa ti fa paura?
Paura no, ma hanno giocatori importanti e in forma come Immobile, Felipe Anderson, giocatori di esperienza come Biglia... Sarà difficile ma non abbiamo paura di nessuno, è una partita di calcio, giocheremo 11 contro 11 e dobbiamo solo mettere il pallone nella loro porta. Non ho giocato mai un derby con una così alta attenzione, a Siviglia quando giocavamo contro il Betis eravamo sempre molto distanti in classifica ed eravamo sempre avanti, non c'era tutta questa attenzione. Sarà una partita bellissima.
Il tatuaggio sul collo?
Ce ne era un altro e l’ho coperto, il nuovo tatuaggio è qualcosa che mi rappresenta di più.
L‘obiettivo della Roma, scaramanzia a parte? Un secondo posto basterebbe?
No, ne ho già parlato settimane fa, ho detto che volevo lottare per lo scudetto e la penso ancora così. Siamo a -4 dalla Juve e siamo a pari punti con il Milan, squadre che dobbiamo ancora affrontare. Abbiamo una squadra per vincere il campionato e vogliamo lottare fino alla fine.
Un commento su Higuain?
Per me Higuain è fortissimo, è un attaccante che assicura sempre un numero alto di gol. Non sta facendo benissimo come a Napoli però è appena arrivato alla Juve ma per me rimane uno dei migliori attaccanti al mondo.
E su Gasperini, uno degli uomini del momento?
Per me non è una sorpresa perché anche al Genoa abbiamo fatto benissimo con lui. Quando sono arrivato al Genoa mi avevano detto che dovevamo lottare per la salvezza e siamo arrivati quinti. Abbiamo battuto grandi squadre e non mi sorprende quello che sta facendo con l’Atalanta. Mi ha fatto rinascere, se sono arrivato in una grande squadra lo devo a lui.
In conclusione Perotti risponde ai saluti di Rincon, suo ex compagno di squadra ai tempi del Genoa: "Se vuole cambiare squadra lo aspetto qui. Voglio giocare con i migliori e lui è uno di quelli".

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