LAROMA24.IT - Il sorteggio di Monaco ha definito il cammino della Roma nella League Phase di Champions League. I giallorossi affronteranno Real Madrid, Paris Saint-Germain, Sporting CP, Manchester United, Lille, Fenerbahce, Slovan Bratislava e AEK Atene, in un percorso che propone grandi sfide, vecchie conoscenze e diversi intrecci di mercato. Ecco chi sono le otto avversarie della squadra di Gasperini.
REAL MADRID
Quando si parla di Champions League, inevitabilmente si parte da loro. Il Real Madrid è la squadra più vincente nella storia della competizione con 15 trofei, ma arriva alla nuova stagione con la necessità di riaprire un ciclo dopo due annate consecutive senza grandi titoli. È anche per questo che Florentino Pérez ha deciso di riaffidarsi a José Mourinho, tornato sulla panchina dei Blancos tredici anni dopo la conclusione della sua prima esperienza a Madrid.
Per la Roma sarà inevitabilmente una partita nella partita. Lo Special One tornerà infatti all’Olimpico da avversario per la prima volta dopo l’esonero del gennaio 2024, a distanza di oltre due anni e mezzo dalla fine di un rapporto che gli ha permesso di conquistare la Conference League e di raggiungere una finale di Europa League. Un ritorno destinato a portarsi dietro una componente emotiva particolare, indipendentemente da ciò che accadrà in campo.
Il Real, però, non si è limitato a cambiare allenatore. In estate ha profondamente rinforzato una rosa già ricca di stelle come Mbappé, Vinícius e Bellingham, portando a Madrid sei nuovi giocatori: Bernardo Silva, Ibrahima Konaté, Denzel Dumfries, Marc Cucurella, Yan Diomande e Carlos Espí. Il colpo più costoso è stato Diomande: l’esterno ivoriano classe 2006, premiato come miglior giovane della Bundesliga, è costato 125 milioni di euro, che potrebbero diventare 140 milioni bonus compresi.
E gli intrecci con la Roma potrebbero non fermarsi al sorteggio. Proprio nella giornat di oggi è emerso dalla Spagna
l’interesse del Real Madrid per
Manu Koné. Il centrocampista francese sarebbe seguito da tempo dagli osservatori dei Blancos ed è stato visionato anche dal vivo. Al momento non risulta una trattativa avviata e il Real considera sostanzialmente chiusa la propria rosa, ma Koné viene
considerato uno dei profili apprezzati per il centrocampo.
Mourinho non sarà poi l’unico a ritrovare la Roma. Nella rosa madridista ci sono anche Antonio Rüdiger, in giallorosso dal 2015 al 2017, e Dean Huijsen, che all’Olimpico ha trascorso sei mesi nel 2024. Due ex che aggiungono ulteriori incroci a una sfida che, ancora prima di essere giocata, è già una delle più affascinanti della League Phase.
PARIS SAINT-GERMAIN
Il Paris Saint-Germain si presenta alla sfida contro la Roma con il prestigio del club da battere: i parigini sono infatti i campioni d'Europa in carica, avendo sollevato il trofeo lo scorso maggio nella finale di Budapest vinta contro l'Arsenal. La gestione di Luis Enrique ha dato soluzioni tattiche e un cinismo raramente visti in passato, rendendo la rosa transalpina tra le più complete al mondo per profondità e talento individuale.
Per la Roma di Gian Piero Gasperini, il confronto con i detentori del titolo rappresenta il banco di prova più arduo per misurare le ambizioni internazionali del progetto giallorosso. La sfida segnerà inoltre il ritorno all’Olimpico di Luis Enrique, che ha guidato la Roma sulla panchina giallorossa durante la stagione 2011/2012, arricchendo l'incrocio con il club presieduto da Nasser Al-Khelaïfi.
Nonostante il trionfo continentale, la dirigenza del PSG ha operato un rinnovamento oneroso. In questa sessione, i parigini hanno investito massicciamente assicurandosi Maghnes Akliouche (50 milioni di euro), Ferran Torres (48,5 milioni), Mika Godts (45 milioni), e Lucas Digne (7 milioni). Parallelamente, il club ha ufficializzato anche cessioni di rilievo, salutando profili importanti come Gonçalo Ramos (74 milioni), Randal Kolo Muani (41,2 milioni) e Kang-in Lee (35 milioni).
SPORTING
Lo Sporting Clube de Portugal arriva alla sfida con la Roma dopo una stagione di alto livello, chiusa con il secondo posto in Liga Portugal e un importante percorso in Champions League, dove i portoghesi sono arrivati fino ai quarti di finale, prima di arrendersi all'Arsenal. In panchina c'è Rui Borges, con cui la squadra ha mantenuto alcuni principi caratteristici dello Sporting, ma con una maggiore attenzione al controllo del centrocampo e alla costruzione del gioco. Tra i giocatori più importanti della nuova rosa ci sono Luis Suárez, autore di 28 gol in campionato nella scorsa stagione, Pedro Gonçalves, Geny Catamo, Maxi Araújo, Gonçalo Inácio e Zeno Debast. Un gruppo però profondamente rinnovato durante l'estate, dopo le numerose partenze di alcuni dei protagonisti dell'ultima annata.
Lo Sporting ha infatti dovuto salutare diversi elementi di primo piano: Morten Hjulmand è passato all'Atlético Madrid per circa 40 milioni di euro, Francisco Trincão è stato ceduto all'Al-Ahli, Ousmane Diomande al Nottingham Forest e Geovany Quenda al Chelsea. Per sostituire i partenti, il club ha puntato ancora una volta su giovani e giocatori in crescita, tra cui Sergi Altimira, arrivato dal Betis, e Rodrigo Zalazar, prelevato dal Braga. Sul piano del gioco, Borges ha mantenuto una squadra intensa e verticale, che cerca di recuperare rapidamente il pallone e attaccare con velocità, ma la vera incognita dello Sporting 2026/27 sarà capire quanto il nuovo gruppo riuscirà a mantenere il livello della squadra capace di arrivare tra le migliori otto d'Europa.
MANCHESTER UNITED
Il Manchester United arriva alla sfida con la Roma dopo una stagione di profonda trasformazione. L'annata 2025/26, iniziata con Rúben Amorim in panchina, ha preso una svolta a gennaio con l'esonero del portoghese e l'arrivo di Michael Carrick, prima ad interim e poi confermato fino al 2028 come tecnico. L'ex centrocampista ha ridato equilibrio e fiducia alla squadra, portandola dal settimo posto fino al terzo posto in Premier League, risultato che ha garantito il ritorno in Champions League. Tra i protagonisti assoluti Bruno Fernandes, autore di 9 gol e di un record di 21 assist, è stato premiato come miglior giocatore della Premier League dalla FA. Il mercato ha inoltre aggiunto i tre centrocampisti Youri Tielemans (41 milioni), Carlos Baleba (75,9 milioni) e Andrey Santos (56,3 milioni).
Carrick ha cambiato molti principi di gioco rispetto ad Amorim: lo United ha abbandonato il 3-4-3 del portoghese per un sistema più vicino al 4-2-3-1, cercando maggiore equilibrio e lasciando soprattutto a Bruno Fernandes più libertà nella costruzione e negli ultimi metri. La squadra è diventata più compatta, puntando su una maggiore fluidità offensiva e sulla capacità dei quattro giocatori d'attacco di scambiarsi posizione.
LILLE
Il Lille arriva alla sfida con la Roma dopo una stagione positiva, chiusa al terzo posto in Ligue 1 e con un percorso europeo che lo ha visto arrivare fino agli ottavi di finale di Europa League, dove è stato eliminato dall'Aston Villa (0-1 all'andata e 0-2 al ritorno). Proprio nella scorsa Europa League i francesi avevano già incrociato la Roma nella League Phase: il 2 ottobre 2025, all'Olimpico, il Lille si impose 1-0 grazie al gol di Hákon Haraldsson dopo appena sei minuti. A rendere ancora più amara la serata per i giallorossi fu il finale incredibile, con Berke Özer capace di neutralizzare tre rigori consecutivi, prima a Dovbyk e poi a Soulé, e di conservare il vantaggio fino al triplice fischio. In estate è cambiata la guida tecnica: Davide Ancelotti ha preso il posto di Bruno Genesio, iniziando la sua prima esperienza da allenatore di un club europeo. Tra i principali riferimenti della rosa ci sono Olivier Giroud, Hákon Haraldsson, Ethan Mbappé, Osame Sahraoui, Matias Fernández-Pardo e Hamza Igamane.
La squadra ha però perso Ayyoub Bouaddi, ceduto al Manchester City per una cifra che può arrivare a circa 100 milioni di euro. Ancelotti ha scelto di non stravolgere l'identità della squadra, puntando su pressione alta, intensità e rapidità nelle transizioni, con particolare attenzione all'ampiezza garantita dagli esterni e dai terzini. L'obiettivo è mantenere il Lille competitivo attraverso un calcio aggressivo e verticale, valorizzando allo stesso tempo i numerosi giovani presenti in rosa.
FENERBAHÇE
Il Fenerbahçe si presenta alla sfida con la Roma dopo una stagione chiusa al secondo posto in Süper Lig, a tre punti dal Galatasaray, prolungando una striscia di cinque secondi posti consecutivi. L'annata 2025/26 è stata particolarmente movimentata in panchina: José Mourinho ha lasciato il club ad agosto dopo l'eliminazione nei playoff di Champions League contro il Benfica, mentre da settembre ad aprile la squadra è stata guidata da Domenico Tedesco, prima di chiudere la stagione con Zeki Murat Göle ad interim. In Europa League il Fenerbahçe ha raggiunto la fase a eliminazione diretta, venendo eliminato dal Nottingham Forest negli spareggi. La nuova stagione segna invece il ritorno di İsmail Kartal, alla sua quarta esperienza sulla panchina del club. Il mercato ha cambiato profondamente il volto della squadra: sono arrivati nomi di grande peso come Mason Greenwood, acquistato dal Marsiglia per circa 39 milioni di euro e seguito a lungo anche dalla Roma, Romelu Lukaku, Vedat Muriqi e Nathan Aké, mentre tra le principali partenze figurano Edin Džeko e Sebastian Szymański. A questi si aggiunge Mattéo Guendouzi, arrivato dalla Lazio nel gennaio 2026 e diventato uno dei riferimenti del centrocampo.
Il
Fenerbahçe ha costruito una squadra molto esperta e fisica, che con
Kartal punta su intensità, pressione e verticalità, sfruttando soprattutto la qualità degli uomini offensivi. Il reparto d'attacco è oggi uno dei più ricchi della rosa: Greenwood, Lukaku, Muriqi, Marco Asensio, Talisca e Kerem Aktürkoğlu offrono soluzioni diverse e hanno già mostrato una buona capacità di combinarsi. Oltre all'affare Greenwood, di cui si è parlato per diverse settimane, tra le due società tiene banco
il caso di Jayden Oosterwolde, che doveva diventare un nuovo giocatore della Roma con un prestito oneroso e diritto di riscatto intorno ai 15 milioni di euro. L'operazione è invece saltata in seguito agli esami approfonditi effettuati dal club per capire l'entità dell'infortunio dell'olandese.
SLOVAN BRATISLAVA
Lo Slovan Bratislava si presenta alla sfida con la Roma da campione di Slovacchia, dopo aver conquistato l'ennesimo titolo nazionale, e torna in Champions League dopo la partecipazione del 2024/25. La scorsa stagione europea, invece, si è chiusa nella fase campionato di Conference League. In estate il club ha affidato la panchina a Yaya Touré, alla sua prima esperienza da allenatore di una prima squadra dopo le esperienze da assistente in Arabia Saudita e allo Standard Liegi. Tra i principali riferimenti della rosa ci sono il capitano Kenan Bajrić, l'armeno Tigran Barseghyan, l'ala Nino Marcelli, mentre in estate hanno lasciato il club alcuni giocatori importanti come Guram Kashia e Róbert Mak, entrambi svincolati, oltre a Vladimír Weiss, che ha chiuso la carriera.
Per la Roma, però, il nome Slovan riporta immediatamente alla memoria il 25 agosto 2011. Nel ritorno del playoff di Europa League, i giallorossi non andarono oltre l'1-1 all'Olimpico dopo la sconfitta per 1-0 subita una settimana prima a Bratislava, venendo così eliminati con il risultato complessivo di 2-1. La rete di Simone Perrotta dopo appena 11 minuti sembrava aver rimesso in equilibrio la qualificazione, ma il gol di Peter Štepanovský all'82' gelò l'Olimpico e consegnò allo Slovan una delle vittorie europee più prestigiose della sua storia. Dal punto di vista tattico, Touré eredita una squadra abituata a dominare il campionato slovacco e punta su possesso, aggressività e verticalità, cercando di sfruttare la qualità degli esterni e la rapidità nelle transizioni. Per i giallorossi sarà dunque un avversario sulla carta inferiore rispetto alle grandi europee pescate dal sorteggio, ma con un precedente che rende la sfida tutt'altro che banale.
AEK ATENE
L'AEK Atene completa il cammino della Roma con un'avversaria che arriva alla League Phase dopo una stagione di alto livello e una qualificazione conquistata proprio negli ultimi giorni. Nel 2025/26 la squadra greca ha vinto la Super League, chiudendo la stagione regolare al primo posto con 72 punti e mantenendo il vertice anche nei playoff, conquistando così il titolo nazionale e l'accesso ai preliminari di Champions League. In Europa l'AEK ha invece raggiunto i quarti di finale di Conference League, dove è stato eliminato dal Rayo Vallecano. In estate la panchina è passata a Marko Nikolić, che ha guidato la squadra attraverso i preliminari di Champions fino alla qualificazione alla League Phase: dopo aver superato il Levski Sofia, l'AEK torna così tra le grandi d'Europa. Tra i principali nomi della rosa ci sono Luka Jović, arrivato dal Milan e già protagonista dell'avvio di stagione, Lovro Majer, Oleksandr Zubkov, e l'ex laziale Thomas Strakosha.
La squadra di Nikolić si presenta come un gruppo compatto, fisico e organizzato, che predilige un calcio diretto e verticale basato sulla solidità difensiva. Nella scorsa stagione l'AEK ha utilizzato soprattutto il 4-4-2, sistema che rimane una delle basi del nuovo progetto e che permette di sfruttare la presenza di due attaccanti e la qualità degli esterni. Il mercato estivo ha portato diversi rinforzi di esperienza: Majer è arrivato dal Wolfsburg, Zubkov dal Trabzonspor e Kairinen dallo Sparta Praga, mentre tra le principali uscite figura Orbelín Pineda, ceduto per circa 8 milioni di euro.