Le doppiette di Ranieri e Vucinic fanno parlare Roma, ma anche la tripletta di Paolo Tagliavento lascia il segno: con quello della capitale sono tre i derby messi in carniere dall'arbitro di Terni, dopo quelli di Genova e di Catania-Palermo. E sempre con il migliore dei risultati possibili, dal punto di vista di un direttore di gara: non commettere errori che influiscano sul risultato finale, essere protagonista solo in positivo. Glielo ha riconosciuto anche il presidente del Coni Gianni Petrucci:
Senza dare davvero l'impressione di essere alla prima stracittadina della Capitale in carriera. Alla fine, seppur a malincuore, i tifosi laziali si sono dovuti rassegnare a prendersela con Floccari per essersi fatto parare il rigore che poteva chiudere i giochi, piuttosto che con i precedenti di Tagliavento con i giallorossi, che tanti mugugni biancocelesti avevano suscitato al momento della designazione: Roma imbattuta in 14 incontri, con 11 successi e tre pareggi. Invece la scelta di Collina si è dimostrata giusta. E ponderata, suggerita dalle classifiche di rendimento stagionale degli arbitri che già vedevano Tagliavento al primo posto con una bella media-voto vicina al sette in 19 partite stagionali.
Tanto che Petrucci ha esteso i complimenti allo stesso designatore ed al presidente dell'Aia Marcello Nicchi:
«Abbiamo una classe arbitrale rinnovata, non più di personaggi. I grandi vincitori di questa stagione sono proprio loro. Questi giovani stanno lavorando bene»
. Ma che tutto il movimento sia reduce da una settimana positiva, dopo le solite critiche di mezzo inverno, è la convinzione anche degli ambienti arbitrali. Le immagini, ad esempio, hanno dimostrato che le proteste di Zaccheroni in Inter-Juventus, altra sfida caldissima, erano fuori luogo ed i due cartellini gialli mostrati da Damato a Sissoko entrambi meritati. L'esordio in A di Tagliavento risale al 18 Maggio 2004, in Chievo-Bologna, ultima giornata di campionato. Nel 2006 il suo nome emerge nell'inchiesta su Calciopoli, uscendone però prosciolto da ogni accusa già in primo grado. L'incontro incriminato era Bologna-Lazio (1-2) del 17 aprile 2005. Secondo l'accusa la designazione di Tagliavento era stata predeterminata da alcuni degli imputati, ma nell'intercettazione telefonica oggetto dell'accusa il nome dell'arbitro ternano non compariva nemmeno.