Spettacolo sugli spalti. Ma altri cori vergogna

La penna degli Altri
lunedì, 16 aprile 2018 alle 13:17
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IL TEMPO (E. MENGHI) - Ritorno alle origini. Si spengono le luci del derby, che in campionato non si giocava in notturna da 5 anni, e si illuminano gli spalti con uno spettacolo all’insegna del passato, tra sfottò e romanticismo. La Lazio ad inaugurare la sfida del tifo stuzzicando l’avversario sulla querelle che riguarda la nascita del club: «?/?/1927», l’interrogativo campeggia su un cartellone con la Lupa e Romolo e Remo intenti a «litigare» sulla data, dietro compaiono gli stendardi delle società che fondendosi hanno dato vita all’AS Roma. Alle 20.33 è il momento di Olimpia sulle note di
«Vola Lazio Vola», poi si apre ufficialmente il sipario sulle coreografie: un trionfo di colori quella bianco- celeste, «minimal» quella romanista. La Nord, fino al Distinto, si colora con tessere bianche, celesti e blu in un vero quadro con in rilievo la scritta 1900 e in mezzo uno scudetto con l’aquila dipinta sopra. «Ciò che nasce puro più grande vivrà», il messaggio sotto il settore. La Sud replica con «una lupa i gemelli nutre e si chiama Roma la sovrana del mondo», frase tratta dalle Elegie Romane di Goethe, poco più in alto la rappresentazione del fiume Tevere con la cesta dei due fratelli fondatori della città, come leggenda vuole. In alto lo skyline dei monumenti della città, i simboli di Roma.
La nota stonata è il Distinto Sud semivuoto, i biglietti sono rimasti invenduti: effetto Champions? L’ambiente giallo- rosso è sembrato tiepido anche alla vigilia, forse distratto da un sogno più grande. Per Roma-Liverpool l’Olimpico sarà sold out in ogni ordine di posto, ieri il lato biancoceleste dello stadio - in cerca di una consolazione dopo l’uscita dalla Coppa - era più «carico» e ha voluto trasferire queste emozioni alla squadra dopo il riscaldamento: i giocatori sono andati sotto la curva a prendersi l’abbraccio dei tifosi. Una macchia, però, c’è stata prima della partita, in zona ponte Milvio alcuni ultras della Lazio hanno intonato il coro «Anna Frank è della Roma», accompagnandolo con il saluto romano. I famosi adesivi con la bambina ebrea vittima del nazismo erano comparsi lo scorso ottobre in curva Sud facendo scoppiare un caso: per quel gesto sono chiamati a rispondere davanti ai giudici 14 tifosi laziali accusati di incitamento all’odio razziale. Eppure lo «scherno» continua. Ci sono stati attimi di tensione fuori l’Olimpico con l’esplosione di bombe carta, ma la polizia ha tenuto sotto controllo la situazione. La Questura ha controllato e identificato 13 supporter biancocelesti: la loro posizione è al vaglio, perché «in possesso di strumenti atti ad offendere».
Si sono invece goduti lo spettacolo del derby dalla tribuna vip gli ex Lazio Mauri e Corradi, Totti ha salutato Bebe Vio e poi ha preso posto tra Monchi e Baldissoni. Presente anche Pallotta, stavolta senza Ferguson. Il presidente ieri mattina ha fatto un blitz a Trigoria per caricare i giocatori, oggi ripartirà per gli Usa.

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