LAROMA24.IT (Federico Baranello) - Ci sono gesta che entrano nella storia. Ci sono gesta che entrano nel patrimonio genetico dâintere generazioni e poi tramandate e rievocate. Ci sono gesta che assurgono a leggenda: Roma-Juventus del 15 marzo del 1931 è uno di questi casi.
Siamo a quattro anni dalla fusione che ha portato alla nascita della compagine giallorossa la quale, per la prima volta, ha ambizioni tricolori. La Juventus si presenta a Testaccio per lâincontro valevole per la ventiduesima giornata con 5 punti di vantaggio sul duo Roma - Bologna.
Câè grande attesa nella Capitale per un evento mai vissuto prima, lo si attende âCor Core acceso dalla passioneâ.
Burgess studia una mossa ben precisa per arginare il piĂš temibile degli avversari, lâoriundo Mumo Orsi, che gioca come ala sinistra: lâallenatore sposta Ferraris IV nella posizione di mediano laterale destro. Il tecnico utilizza lââAstuziaâ e Ferraris âEr Coreâ. Il giorno prima del match lo stesso Ferraris dice: âDomani Orsi nun deve beccĂ palla. Io quello lo marco subbito dâanticipoâ (Cit. Forza Roma! â I tempi di A. Ferraris e F. Bernardini, V. Finizio 1975).
La mattina della partita Testaccio è un ribollir di animi speranzosi. Venticinquemila spettatori, per un incasso record di 257 mila lire, e alcune migliaia di presenze sul Monte dei Cocci creano una cornice di pubblico mai vista prima. âLâattesa è spasmodica, morbosa: sventolano fazzoletti, spiccano ovunque macchie sgargianti di giallorosso, e scintille di elettricitĂ si sprigionano da ogni parte, mentre la folla continua ad affluire compatta, con ritmo accelerato, e si aggiunge a quella che ha giĂ preso posto, come lâacqua di un affluente che si scarica nel fiume maggioreâ (Cit. Il Littoriale, 16 marzo 1931).
Inizia la partita e la Roma, sospinta da un tifo immenso, passa in vantaggio al 6â: Ferraris allunga a Volk, passaggio di questâultimo a Lombardo che lascia partire una sassata e palla in rete!
La Juventus tenta una reazione ma il punteggio rimane invariato sino alla fine del primo tempo. Alla ripresa delle ostilità è ancora la Roma ad andare in rete al 50â: Costantino salta Caligaris e centra rapidissimo a Volk che infila lâangolo alto con un colpo âde testa da fa âncantĂ â. Testaccio esplode in una gioia mai vista prima, del resto âOgni romano è nâbon tifoso e sa strillĂ â. La partita, giocata senza risparmio di colpi duri, sâincattivisce ulteriormente. Cesarini si scontra con Fasanelli e il Capitano Ferraris IV si butta nella mischia e viene atterrato da uno sgambetto di Cesarini stesso. Nel rialzarsi cerca un contatto non proprio amichevole. Lâarbitro per non sbagliare li espelle entrambi. Lui non se ne vuole andare negli spogliatoi e rimane dentro la âbucaâ dellâingresso al campo facendo capolino. Al 62â Caligaris intercetta con le mani un pallone destinato in rete, è rigore. Sâincarica della battuta Bernardini ed è 3-0. A questo punto Ferraris si libera di coloro che ancora stanno cercando di calmarlo ed entra in campo a baciare âFulvio nostroâ Bernardini, due icone del calcio pioneristico dellâAS Roma.
Le zebre sono ormai accerchiate dai lupi e al 79â Fasanelli sfrutta un errato retropassaggio della difesa e insacca agevolmente per il 4-0.
Allâ87â il definitivo 5-0: azione travolgente del duo De Micheli/Costantino, cross e Bernardini insacca.
âCari professori appatentati sete belli e liquidati perchĂŠ Roma ce sa faâ
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Il giorno dopo, a sottolineare la portata dellâimpresa, i quotidiani celebrano la Roma: la Gazzetta dello Sport scrive che âlâattacco dei lupi ha trasformato la possente difesa della Juventus in un crivelloâ, La Stampa asserisce che âi romani furono i migliori in slancio, in coraggio, in impegnoâ, La Gazzetta del Popolo narra come âi tre mediani della Roma hanno saputo frantumare tutte le virtĂš dellâattacco juventinoâ.
Alla fine del campionato la Roma arriverĂ seconda a quattro punti dalla Juventus che vince il primo titolo dei cinque consecutivi.
Di questa partita non si può non notare che il celebre inno Campo Testaccio abbia proprio la formazione schierata in questâoccasione: Masetti, De Micheli, Bodini, Ferraris, Bernardini, DâAquino, Costantino, Fasanelli, Volk, Lombardo e Chini, âundici atleti Roma chiamòâ.
E non si può dimenticare che questa partita ha ispirato un film nel 1932 diretto da Mario Bonnard dallâinequivocabile titolo di â5 a 0â, che ha visto la partecipazione di molti degli eroi giallorossi presenti quel giorno a Testaccio.
In generale questa partita non la si può dimenticare. Non la dimenticheremoâŚmai!