RANIERI: "Ho cercato di riportare autostima. La presenza di Dybala aiuta. Mi aspetto una Juve determinata e verticale" (VIDEO)

04/04/2025 alle 19:46.
ranieri-lecce-roma-2

DAZN - In vista della sfida con la Juventus, in programma domenica sera allo Stadio Olimpico, Claudio Ranieri ha parlato ai microfoni della piattaforma sportiva. "È una partita importante, sia i tifosi della Roma sia quelli della Juventus sentono moltissimo questo tipo della partita - le dichiarazioni del tecnico giallorosso -. Credo che l'importante sia che i nostri tifosi siano orgogliosi della partita che andremo a fare. Lo dico, il risultato è importante ma fino a un certo punto: è importante uscire dal campo con la consapevolezza di aver dato tutto".

Un ricordo di Roma-Juventus?
"È difficile, ho poca memoria. Posso ricordare le partite con Nicolè, Sivori con i calzettoni giù che dribblava o Manfredini, Losi, Cudicini, sono ricordi dei nomi più che della partita in sé".

I giocatori continuano a dire che ha portato tranquillità, in cosa si traduce il concetto?
"Rimettere le cose un po' in ordine dando la giusta importanza alle cose importanti, cercare di essere squadra e non è facile. Quando ci sono buonissimi giocatori si potrebbe uscire fuori tema. Il calcio è uno sport di squadra, sembra stupido dirlo e ricordarlo ma è la verità: uno da solo non riesce a fare nulla, con l'aiuto dei compagni si possono fare buone cose. Ho cercato di riportare autostima nei ragazzi, quando cerchi di vincere e cominci a perdere o pareggiare perdi la sicurezza. Ho cercato di riportare sicurezza, voglia di fare e di lottare, sono tante piccole cose che tutte insieme portano ai risultati che la Roma sta facendo".

Questa narrazione non rischia di mettere in secondo piano il lavoro sul campo?
"Lei mi ha chiesto cosa ho portato e io le ho detto questo aspetto psicologico. Il campo lo vedono tutti. Ho parlato di una cosa che non si può vedere ma che i ragazzi sentono, tutti vedete e analizzate quello che facciamo sul campo".

Quanto è importante nel calcio sorridere?
"Credo che ognuno debba essere se stesso, non puoi sorridere se dentro sei arrabbiato. Mi si legge in faccia quello che sono, non so fingere per cui se mi arrabbio lo vedono subito tutti e così se sono sereno e sorridente. Ognuno deve essere se stesso, quando sei davanti a 25 giocatori non puoi fingere perché i giocatori se ne accorgono subito. È meglio essere chiari, leali e coerenti, è difficile perché chi gioca pensa sempre che 'non mi vede, sto meglio'. Ogni giocatore si sente sempre partecipe ma ogni allenatore sa se un giocatore è in piena forma o no, se in quella partita va bene lui o se è meglio un altro. Ogni giocatore ha una caratteristica ed è importante che tutte queste caratteristiche diventino una squadra".

In questi giorni a Trigoria c'è Dybala, quanto e come la sua presenza può aiutare i suoi compagni nel finale di stagione?
"Aiuta, è sorridente perché sa che è successo l'infortunio ma sta già pensando al recupero. È importante perché vedi che è attaccato a noi e ai compagni, cerca di trasmettere la sua positività".

Quanto cambia la Roma senza Saelemaekers domenica?
"Ogni giocatore apporta il suo però ho diversi buonissimi giocatori che possono portare le loro qualità".

Che Juventus ha visto col Genoa e che Juventus si aspetta all'Olimpico?
"Mi aspetto una squadra di Tudor, un allenatore che vuole subito andare dalla parte opposta come me. Amiamo andare in verticale e non tanto il palleggio, ci piace dare emozioni al pubblico. Mi aspetto una Juventus determinata e verticale".

Milan-Fiorentina, Atalanta-Lazio, Bologna-Napoli e Roma-Juventus: è il weekend dopo il quale si inizia a vedere la classifica?
"Non lo so, credo e spero che fino all'ultimo sia un campionato avvincente. Lo è stato fino ad ora, nessuno si sta portando lo scudetto da casa o la Champions o l'Europa League o la Conference. Anche dietro c'è una bella lotta per la salvezza. Credo sia un bel campionato".

Serviva un campionato così come spot?
"Credo che lo spot per il campionato italiano sia dentro di noi, siamo tifosi e abbiamo bisogno del calcio. Per andare come spot internazionale abbiamo bisogno di più squadre in Europa e che facciano bene come facevano una volta".