Mai insieme. Né con la Nazionale tantomeno in serie A. Singolare il destino di Koné e Da Cun-ha: compagni nella Francia ma alternativi nello scacchiere di Zidane e rivali domenica. Perché Roma e Como non è soltanto Gasperini contro Fabregas, Dybala contro Paz o Malen contro Kean. Quello tra i due centrocampisti è probabilmente il confronto con meno appeal ma quello dal quale dipendono le sorti della partita. (...) La trasformazione di Manu è ancora in atto. Perché mediano era e mediano è rimasto anche con Gasp che sta però cercando l'ultimo step, quello che lo renderebbe veramente un centrocampista totale: il gol. La doppietta all'Inter non deve essere un unicum, Manu deve iniziare ad avere più confidenza con la porta avversaria Magari evitando ripetutamente il tiro da fuori e preferendo gli inserimenti che gli hanno permesso nell'ultimo turno di campionato di presentarsi più volte a tu per tu con il portiere avversario. Un rapporto, quello tra Koné e il tecnico piemontese, caratterizzato da alti e bassi. Gasp ne apprezza certamente le qualità, si è opposto quando nelle ultime ore di mercato il Chelsea aveva provato a sondare il terreno con D'Amico e ultimamente lo ha anche associato al vino Le More, perché molto potente, a conferma di una stima tecnica. Poi però l'atteggiamento disincantato del ragazzo, la paura di forzare quando non è al massimo, nella scorsa stagione non è passata inosservata all'allenatore. (...) A Como, quindi, per Manu vale doppio. Perché la sfida è sì tra Como e Roma ma inevitabilmente anche tra lui e Da Cunha in ottica nazionale visto che la «sana competizione» continuerà anche a novembre ed è destinata a caratterizzare a lungo il centrocampo dei Bleus. (...)
(il messaggero)