Il bando spagnolo è bocciato. La Lega: rispettate gli impegni

La penna degli Altri
giovedì, 10 maggio 2018 alle 11:13
telecamera campo
LA REPUBBLICA (M. MENSURATI) - Il tribunale di Milano boccia il bando di gara con cui Mediapro aveva offerto alle emittenti il diritto di trasmettere i prossimi tre campionati di calcio. Una nuova scossa di terremoto scuote dalle fondamenta una serie A che guarda con preoccupazione alle prossime scadenze finanziarie: calciomercato e iscrizione al campionato su tutte. La decisione era ampiamente prevedibile – e, da molti, prevista. All’inizio dello scorso febbraio, Mediapro – la società degli spagnoli venuti in Italia per rivoluzionare il mercato al motto di «
più calcio per tutti» – con un’offerta da 1.051 milioni di euro, si era aggiudicata il diritto di fare da “intermediario unico” tra la Lega e le emittenti. Secondo il giudice - che ha dunque pienamente sposato la linea della ricorrente Sky - attraverso il bando con cui si è successivamente rivolta a mercato, Mediapro ha però tentato di «assumere direttamente la responsabilità editoriale» . Di vestire, cioè, a sua volta i panni dell’emittente, uscendo così dai limiti dell’intermediario e occupando di fatto lo spazio degli operatori di comunicazione. Quel bando, ha dunque concluso il giudice, va rifatto. Daccapo. La decisione ha un effetto dirompente sull’intero processo di assegnazione. E getta sulle spalle di Mediapro l’onere della prossima mossa. Gli spagnoli sono accerchiati. Si sono svenati per acquistare i diritti, e adesso si ritrovano presi in una sorta di morsa, schiacciati da un lato dalla Lega, che vuole i suoi soldi e ogni giorno che passa si fa sempre più ostile; e dall’altra da Sky che ostile è stata sin dal primo secondo e che però ha la caratteristica non trascurabile di essere l’unico player sul mercato italiano disposto a investire cifre importanti ( ma non alte quanto vorrebbe Mediapro) in quel business. La vera novità di ieri, oltre alla decisione arrivata da Milano, è proprio la posizione della Lega. Che, nella lettera indirizzata martedì direttamente al boss spagnolo Jaume Roures, oltre a chiedere la fideiussione da 1.3 miliardi entro il prossimo 22 maggio, ha fatto capire di non avere davvero intenzione di tirare la volata a nessuno in questa partita. Il commissario Giovanni Malagò, che lunedì avrebbe voluto inserire la clausola della decadenza automatica del contratto nel caso di mancata presentazione della fideiussione ma che si è scontrato contro i presidenti spaccati tra di loro, non ha avuto alcuno scrupolo nel respingere la richiesta d’aiuto fatta pervenire dalla Spagna lunedì durante l’assemblea. Scrive Malagò in un passaggio della lettera: «Abbiamo di nuovo preso atto che, nonostante quanto dichiarato pubblicamente in un primo momento in senso completamente opposto, ora Mediapro ritiene che l’azione giudiziaria di Sky e il provvedimento di sospensione che ne è seguito non le consentano di adempiere (cioè di vendere i diritti, ndr). Di questa posizione Mediapro si assume esclusiva responsabilità ad ogni effetto, così come si è assunta in via esclusiva e autonoma la responsabilità di configurare il proprio bando nei termini che costituiscono oggetto delle censure mosse da Sky in sede contenziosa» . E ancora: «Contestiamo, in particolare, l’affermazione secondo cui la Lega “non può rimanere neutrale o passiva” di fronte alla iniziativa di Sky
». Se volete farvi la guerra con Sky, è il senso della lettera, sono affari vostri. Con noi voi avete un contratto e dovete rispettarlo. Toni ruvidi che, insieme con la decisione milanese, hanno spiazzato Mediapro. Ancora ieri sera gli spagnoli non sapevano come reagire. Dopo aver annunciato una presa di posizione entro sera, Roures alla fine ha preferito il silenzio. Sul piano legale deve decidere se fare ricorso – e dunque guadagnare tempo – oppure emettere in tempi rapidi un nuovo bando secondo i criteri indicati dal giudice. Di certo è che la tentazione di fare causa alla Lega, da parte di Mediapro, è sempre più forte. Così come è sempre più forte la voglia di provare a spaccare tutto: presentarsi alla prossima assemblea con i soldi in mano, da dare ai presidenti. Ma solo dopo l’ok al canale di Lega.

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