DI FRANCESCO: "Qui per costruire, pretendo il massimo da me stesso. I giocatori hanno capito, conta il gruppo. La svolta nel ko con il Napoli" (VIDEO)

Interviste AS Roma
giovedì, 07 dicembre 2017 alle 15:26
difra roma radio collage
ROMA RADIO - Eusebio Di Francesco, allenatore della Roma, è intervenuto questa mattina ai micorfoni dell'emittente radiofonica ufficiale del club giallorosso. Queste le sue parole:
A che punto siamo del lavoro?
Guardo sempre avanti, senza guardare indietro ciò che è stato. C’è una bella atmosfera, vengo con grande piacere la mattina nel mio ufficio.
Se lo immaginava così il suo ritorno?
Cerco di essere sempre me stesso, di conseguenza portando il mio metodo e le mie idee, ma senza stravolgere. Cerco pian piano di far capire quello che voglio, la fortuna è che alcune idee sono entrate prima nella testa di calciatori e tifosi. Cerco di costruire e non distruggere, le persone mi sorridono e mi auguro che questo resti per tanto tempo e non si leghi a qualche risultato. Dico sempre che bisogna trattare vittorie e sconfitte allo stesso modo. Le sconfitte possono essere anche salutari, ma mi auguro di averne sempre meno, se sono zero è anche meglio. Ma in certi contesti possono anche farci svoltare, come quella con il Napoli, che dal punto di vista del cambio di rotta ci ha dato qualcosa.

Luoghi comuni da sfatare: si diceva che avrebbe avuto difficoltà visto la sua esperienza al Sassuolo ad allenare grandi campioni. Com'è il rapporto con i calciatori? Si risolve tutto con la lingua del calcio?
Credo di si, il giocatore vuole innanzitutto coerenza e le competenze diventano importanti, devi far vedere che hai delle conoscenze. Oggi i giocatori vogliono conoscere e capire cosa fanno, ricercano qualcosa in più. Bisogerebbe poi giudicare un allenatore guardando il lavoro della settimana, non solo quello che succede la domenica...
Sul turnover, i giocatori sembrano tutti partecipi: è la prima vittoria?
Senza ipocrisia, l'allenatore sa che c'è una formazione tipo ma i ragazzi devono fare un percorso. I ragazzi hanno capito che conta più il gruppo, il risultato di squadra che il singolo. L'aspetto individuale viene fuori, è inevitabile, riuscire a far ammorbidire questo aspetto è stato importante
Sempre sul turnover, non è stata capita al di fuori davvero la forza della rosa.
Abbiamo scelto di avere 2 titolari per ruolo, pur sapendo che non sono giocatori identici. L'idea di base è quella di coinvolgere tutti. Cerco di non cambiare molto ogni partita ma di mischiare un po', ci sono caratteristiche tecniche e caratteriali di cui tenere conto, non solo l'aspetto fisico. Il ko di Vigo ne è l'esempio, li avevo messo tanti giocatori nuovi ma era anche troppo presto. Sono stato massacrato e giudicato magari anche troppo presto, ma ho vissuto quel ko come motivo di crescita.
"Non accontentarsi" è la parola d'ordine?
Assolutamente si, oggi ancora di più, lo dirò di nuovo oggi ai ragazzi. Roma è questa, con i suoi pregi e difetti, ma a volte si va oltre il momento, ci si esalta troppo. Va anche bene esaltarsi, ma non troppo. Io pretendo sempre il massimo da me stesso: dobbiamo dimostrare ogni giorno di essere validi.
Il giovedì già ha una formazione in testa?
No, giovedì gnocchi (ride, ndr). Tendenzialmente è cosi, poi ci sono vautazioni da fare sull'aspetto fisico. Ho instaurato un buon rapporto con i giocatori, che mi dicono anche loro se non sono in condizione, se magari non hanno 90 minuti nelle gambe. E’ la miscela giusta, mi danno un feedback importante. A volte invece scelgo ugualmente, anche se un giocatore è in condizioni un po' così, perché magari lo ritengo indispensabile. Però mi interessa anche capire le sensazioni che hanno. Prima del Chelsea stavano tutti bene (ride, ndr), non ti diranno mai di stare male. Persino Karsdorp, con mezzo allenamento, mi aveva detto che era pronto.
Hai visto le partite di Champions di ieri?
No, ieri sono andato in Vaticano con degli amici. Ci tenevo, poi la sera sono stato a cena in famiglia. Io stacco tantissimo dal mio mondo, bisogna vivere il calcio con qualità ma non con quantità. Devi essere concentrato al momento giusto, ma non vivere solo di quello.
Quanto pesano le caratteristiche dell’avversario nelle scelte?
Viene in un secondo momento ma sono importanti. Loro devono sapere chi hanno davanti. Ad esempio il Qarabag ha cambiato formazione, mettendo Izmailov e non avevamo fatto vedere immagini su di lui prima della partita, in analisi video abbiamo fatto vedere a Florenzi e Kolarov qualche minuto su di lui. Le nostre idee di calcio non devono cambiare rispetto all’avversario, posso cambiare solo piccolezze e particolari che ti possono aiutare.
L'idea di qualcosa da migliorare?
Possiamo migliorare nella ricerca della verticalità. Bisognerebbe forzare un po' le giocare. Una squadra che fa 30 tiri in porta in una partita può fare qualche gol in più, è nelle nostre corde.
Kolarov ha mangiato il dvd dopo il video che gli avete fatto vedere?
Anche questa è una condivisione. Gli è stato chiesto se voleva. Avevamo deciso per mostrargli un minuto e ne ha voluti vedere quattro, anche questo è un esempio.

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