LR24 (A. CIARDI) - Fenomenologia d'accatto. In estate la Roma ha venduto, facendo anche due calcoli, per convenienza e per scelta, Alessandro Romano al Cagliari. Biglietto di sola andata. Il centrocampista, giovane e talentuoso, è la rivelazione del Cagliari rivelazione nel primo mese di Serie A. Apriti cielo. Hanno imbracciato i fucili i "nemici" della nuova dirigenza (leggasi i vedovi del predecessore di D'Amico), gli odiatori di Gasperini (quelli che non potendolo giustiziare in ambito tecnico provano in modo balordo a descriverlo come un mostro che fa soltanto i suoi interessi), e gli asserviti ai grandi club del nord. Tre categorie appartenenti a una stessa matrice, che abitano allo stesso piano, nei sottoscala. Il giovane e interessantissimo Romano, dal ventitre agosto fino all'altro ieri è stato dipinto come un imminente fuoriclasse. È stato scritto di lui "finalmente l'Italia ha un Rodri", la Roma è stata giudicata incompetente, Gasperini uno che non vede i giovani, le big del Nord lungimiranti e pronte a sfidarsi per prenotarlo già a gennaio. Poi, l'altro ieri, l'Italia è stata presa a pallonate dal Belgio, e Romano la pallonata l'ha ricevuta in faccia, pagando dazio a fisiologici errori di crescita, fino al punto che nel post esordio della Nazionale di Mancini, oltre ai soliti temi banalotti ("non si gioca più a pallone in piazza e negli gli oratori", "bisogna riformare i settori giovanili", "'ci sono troppi stranieri"), parlando di campo si è approfondito soltanto il "tema Romano". Come se a centrocampo ci fosse solo lui. Di colpo, il ragazzo da Rodri è diventato un minorato da proteggere. Prima gli hanno sparato in faccia le luci dei riflettori, poi lo hanno fatto sparire dal palcoscenico.
Anche stavolta, nessuno che spenda due parole sui senatori dell'Italia, quelli che fanno scomodare gli editorialisti per narrare le loro gesta (due anni fa si scrisse che Barella avesse numeri migliori di Iniesta nei recuperi e negli assist). I senatori che in campo avrebbero dovuto proteggere l'esordiente Romano, e che contro il Belgio hanno giocato peggio di Romano. Quelli che hanno già bucato una o due qualificazioni ai Mondiali. Troppo comodo usare i ragazzini. Ma è tipico di un certo tipo di comunicazione e di informazione. Ricordate fino a tre anni fa come veniva considerato De Zerbi? Un genio che avrebbe fatto la storia, tipo Sacchi, tipo Guardiola. Poi accadde che il debuttante De Rossi disintegrò il suo Brighton, e De Zerbi via via ha perso prime pagine e fan invasati. Ma i fan invasati e urlatori non avevano a cuore De Zerbi. Lo usavano come vessillo da ostentare nella guerra ai risultatisti. De Zerbi faceva comodo a quelli a cui stavano sul cazzo Allegri e Mourinho, per dirlo in parole povere. In bocca al lupo ad Alessandro Romano, sperando che non si circondi in carriera di pesci spazzini e della sedicente stampa amica.
In the box - @augustociardi75