Roma-Inter, Coppa Italia per curare le ferite

Coppa Italia
lunedì, 18 aprile 2011 alle 22:07
Morale basso e condizione fisica poco brillante: Roma e Inter cercano un riscatto parziale nell'andata della semifinale di Coppa Italia in programma domani all'Olimpico. Lo scudetto è un miraggio per i nerazzurri, che nelle ultime 2 settimane hanno detto addio al tricolore e alla Champions League. I giallorossi, invece, solo per l'aritmetica sono ancora in corsa per il quarto posto. Un trofeo darebbe un sapore diverso ad una stagione fin qui poco brillante
Il montenegrino e il francese vengono rimproverati per le prestazioni poco brillanti e per gli atteggiamenti tenuti nelle ultime settimane. Il k.o. casalingo incassato sabato contro il Palermo ha reso ancor più pesante l'atmosfera. «Gli atteggiamenti di una persona non si possono cambiare. I comportamenti però si possono smussare: qualche miglioramento c'è stato rispetto a quello a cui ero abituato. E mi fermo qua», dice il tecnico giallorosso senza fare nomi. «Io devo fare tutto quello che ritengo giusto per migliorare il rendimento dei giocatori -afferma Montella-. Anche io sento cosa dice la piazza. Sarebbe molto comodo per me gettare la croce addosso a qualcuno per avere consenso popolare. Ma il mio compito è far rendere al massimo i calciatori in base alle loro caratteristiche», aggiunge prima di precisare: «Poi, nello spogliatoio dico e faccio vedere quello che penso». In conferenza, si può fare un'analisi e evidenziare le lacune di una squadra che ha fallito ripetutamente la prova decisiva. «Nelle partite dove si poteva fare il salto di qualità siamo mancati. Quando si ripetono gli stessi errori nelle stesse situazioni non può essere un caso», dice. Un risultato di prestigio puntellerebbe la panchina dell'allenatore proprio mentre la società sta cambiando proprietà. Tutti, e non solo il tecnico, si giocano una fetta di futuro.
«Siamo tutti sotto osservazione, sarò valutato da chi lavora adesso in questa società o da chi probabilmente arriverà. Il prossimo allenatore non sarà scelto non in base all'età. Io do tutto me stesso per preparare ogni partita. Poi, anche le situazioni determinano i risultati: ma non voglio appellarmi a questo», dice ancora. La panchina è argomento di discussione anche a Milano e dintorni. Leonardo, che a gennaio ha cominciato alla grande l'avventura alla guida dell'Inter, ora deve fare i conti con una serie risultati negativi. Il nome di Josè Mourinho è tornato prepotentemente d'attualità. Tocca al presidente Massimo Moratti ridimensionare le voci relative allo Special One: «L'ho letto sui giornali, ma comunque con Mourinho non c'è nulla», dice il numero 1 del club. È innegabile, invece, la crisi di una squadra che sabato ha perso 2-0 a Parma dando virtualmente l'addio al tricolore. «Credo si debba considerare questa fase per quello che è: un momento di caduta, dovuto a qualche fattore legato soprattutto alla stanchezza, fisica e automaticamente mentale», dice il presidente nerazzurro.
«Non sei aiutato dal fisico e per questo non siamo stati all'altezza degli incontri che dovevamo affrontare», afferma prima di rispondere a chi domanda quale sia al momento la posizione di Leonardo: «Non credo che con Leonardo sia cambiato molto. Credo che lui abbia fatto uno sforzo fantastico fino al derby con il Milan. In quella partita ci si aspettava il massimo». «Invece, forse, il grave errore è stato quello di mandare i giocatori a giocare con le nazionali, facendoli tornare convinti di essere ancora in piena forma. Invece erano molto stanchi», dice evidenziando ancora la condizione fisica precaria. Il 3-0 incassato nella stracittadina è stato l'inizio di una rapida discesa: è arrivata la doppia sconfitta contro lo Schalke nei quarti di Champions League e, sabato, il passo falso a Parma. «Naturalmente non è facilissimo frenare questa situazione, ma speriamo che da adesso si riprenda a fare le cose bene. Avremmo bisogno di una bella settimana di riposo, invece non è possibile perchè abbiamo delle partite da giocare martedì e poi ancora sabato», dice Moratti dando un'occhiata al calendario. Come se non bastasse, poi, c'è un altro infortunato eccellente: Samuel Etòo, fermato da una distorsione alla caviglia, domani non ci sarà.
(ansa)

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