LAROMA24.IT (
Matteo Arceri) – Al giro di boa di questo campionato 2019/20 la Roma riaffronta il Genoa, questa volta a Marassi, senza però Aurelio Andreazzoli sulla panchina rossoblù, esonerato dopo 8 giornate di campionato con un bilancio di una sola vittoria, 5 sconfitte e 2 pareggi, tra cui quello dell'Olimpico proprio contro la squadra di Paulo Fonseca nel giorno del suo esordio nel campionato italiano. Alla guida del Grifone ora c'è Davide Nicola, chiamato a sostituire Thiago Motta anche lui sollevato dalla carica di allenatore, pronto a replicare l'impresa già compiuta nel 2017 con il Crotone quando riuscì a centrare una salvezza che sembrava impossibile. Il tecnico piemontese, reduce da un successo, quello con il Sassuolo nella gara del debutto, e da una sconfitta, con il Verona, si prepara a sfidare la Roma cercando di aggiungere punti alla classifica necessari per allontanarsi dalla zona retrocessione. Ma dall'altra parte c'è una squadra che è ancora alla ricerca della prima vittoria del 2020 in campionato, dopo quella conquistata in settimana in Coppa Italia con il Parma. Sia Nicola che Fonseca avranno allora bisogno dei gol dei propri attaccanti, rispettivamente Sanabria e Dzeko, che in questa prima parte di stagione hanno raccolto un magro bottino.
DZEKO, ALLA RICERCA DEL GOL PERDUTO - Dopo aver lasciato il posto a
Kalinic nel match di Coppa Italia contro il Parma, perché squalificato,
Dzeko, con la fascia da capitano al braccio (
Florenzi insieme a
Kolarav devono scontare un giorno di squalifica) si rimette nei panni di trascinatore, riappropriandosi del ruolo di centravanti che in questa prima parte di stagione non ha quasi mai abbandonato. Infatti l'attaccante bosniaco è tra i giocatori della rosa giallorossa ad essere stato maggiormente impiegato da Paulo Fonseca: fino adesso ha disputato
2008' (prendendo in considerazione tutte le competizioni) dietro a
Pau Lopez con
2098' e allo stakanovista
Kolarov con
2133'. Tanti minuti giocati, ma pochi gol segnati. Il '
Cigno di Sarajevo' è fermo a quota
10 reti (tra tutte le competizioni) rimanendo comunque il capocannoniere della Roma davanti a
Zaniolo (6) e la coppia
Kolarov-Kluivert (5). Ma confrontando il numero di gol da lui realizzati a quello dei bomber delle prime quattro squadre della Serie A, Dzeko risulta avere un bottino alquanto esiguo. Nella
Juventus c'è
Cristiano Ronaldo a quota
16 reti, nell'
Inter Lukaku con
18 gol, nella
Lazio Immobile con
26 e nell'
Atalanta Muriel con
11, appena uno in più rispetto al bosniaco. Ma di questo dato il tecnico
Fonseca non se ne cura: "
È vero dobbiamo fare più gol, ma non sono preoccupato dal numero di reti segnate da Dzeko o da altri. L'importante è che la squadra crei situazioni pericolose". Da sottolineare che il 9 giallorosso più che fare gol, fa segnare. Infatti non è il classico uomo d'area di rigore, ma è piuttosto una sorta di regista offensivo, che si abbassa per prendere la palla e smistarla alle ali o per prendersi qualche fallo per alzare la squadra. Tuttavia Dzeko è a digiuno di gol dalla gara con la
Fiorentina disputata prima della sosta natalizia e ha voglia di tornare a scrivere il proprio nome sul tabellino con una maggiore continuità, a partire dal match di domenica prossima.
SANABRIA, L'EREDE DI PIATEK: MA NON SEGNA COME LUI - A corto di gol anche
Antonio Sanabria, sebbene non nella stessa misura di Dzeko. Infatti l'attaccante paraguaiano, tra l'altro ex Roma, in questa prima parte di stagione ha realizzato una sola rete, quella inutile nell'ultima partita di Serie A persa contro il Verona. Nella stagione precedente, in 6 mesi, da gennaio alla fine del campionato, ne ha totalizzate tre. Troppo poche per un giocatore come lui ingaggiato per raccogliere la pesante eredità lasciata da
Piatek che, prima di trasferirsi al
Milan nella scorsa finestra di mercato invernale, segnava con una media di quasi un gol a partita (
0,90), per la precisione uno ogni 93' giocati. L'unica volta in cui Sanabria è andato in doppia cifra è stata nel
2015/16 quando, con la maglia dello
Sporting de Gijon realizzò 11 reti. C'è da dire che in questa prima parte di stagione il classe 1996 ha trovato poco spazio in campo: spesso è rimasto a guardare la partita dalla panchina o addirittura da casa, come è accaduto in tre circostanze in cui Thiago Motta non lo ha neanche convocato, alimentando così le voci che lo volevano già partente in questa sessione di mercato. In effetti Sanabria è stato a un passo dal lasciare Genova, inserito in un'operazione di scambio che avrebbe visto
Destro, altro ex giallorosso, tornare a vestire la maglia del Grifone e il paraguaiano percorrere la strada inversa verso
Bologna. L'affare alla fine saltò, ma
Destro riuscì lo stesso a raggiungere il club genovese con la formula del prestito. Come accaduto nelle ultime 4 uscite del Genoa, domenica contro la Roma Nicola si affida ancora una volta a Sanabria, il quale si ritrova per la terza volta davanti alla sua ex squadra, la prima da titolare. Fino all'estate scorsa l'attaccante 23enne nato nelle giovanili del
Barcellona era un giocatore seguito con molta attenzione dai giallorossi in quanto godevano della possibilità di incassare il 50% sulla sua futura rivendita, come pattuito al momento del trasferimento al
Betis Siviglia, salvo poi rinunciarvi per acquistare il portiere
Pau Lopez. Sarà proprio l'estremo difensore spagnolo a difendere la porta romanista e non
Mirante (non
convocato per il match) come è capitato lo scorso anno: un incubo per Sanabria visto che nella scorsa stagione, proprio a Marassi, il portiere campano riuscì a parargli un rigore negli ultimissimi minuti della partita evitando così la sconfitta.