La Roma torna da Istanbul con un punto nella prima giornata di Champions League. I giallorossi, avanti grazie alla rete di Cristante, vengono raggiunti nella ripresa dal Fenerbahce e nel finale rischiano anche di perdere la partita. Andrea Sorrentino sottolinea sul Messaggero le difficoltà del ritorno nella massima competizione europea: «La Roma è sempre propositiva e coraggiosa nell'idea di voler imporre il suo gioco anche nel catino del Fener, ma meno dominante fisicamente e meno feroce rispetto all'Italia perché in Champions il livello atletico e agonistico sale». Ivan Zazzaroni sul Corriere dello Sport evidenzia invece l'importanza di due uomini: «Koné e Dybala sono fondamentali nelle due fasi, recupero e proposta». Tiziano Carmellini su Il Tempo promuove il risultato: «Nel bilancio complessivo della prima serata in Champions dopo sette anni, un punto va più che bene».
Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.
A. SORRENTINO - IL MESSAGGERO
Uno strano pareggio dal sapore di sale, di quelli che non sai se prevalga il rimpianto o il sollievo. Poteva andare meglio ma alla fine pure molto peggio, così Gasperini prende, porta a casa e guarda avanti, stavolta vestito di blu (a proposito, fossimo il suo armocromista gli consiglieremmo sempre i colori di ieri: la camicia bianca non è nella sua palette). La Champions riabbraccia la Roma da una sede adatta al suo rango, la Costantinopoli che fu capitale dell'Impero romano per mille anni, ma le ricorda la vecchia legge del torneo più difficile che esista: ci vuole un fisico bestiale per prevalere qui, e non bisogna mai allentare la presa nemmeno per dieci minuti. […]
Sbaglia più Wesley o più Mancini? Meglio guardare il quadro generale. Che ci racconta di una Roma sempre propositiva e coraggiosa nell'idea di voler imporre il suo gioco anche nel catino del Fener, ma meno dominante fisicamente e meno feroce rispetto all'Italia perché in Champions il livello atletico e agonistico sale. Se poi nella ripresa viene a mancare Koné, la squadra è troppo leggera per questi palcoscenici, e il problema si riproporrà. […]
Il Fenerbahce invece, che ha i colori sociali giallo e blu come il narciso ma è tutt'altro che narcisista, anzi è da clava più che da fioretto, l'ha messa sul fisico e ha persino sfiorato la vittoria nel finale, spinto dal caro vecchio Lukaku che è ancora preferibile a quel simpatico paracarro di Muriqi, mentre Greenwood si conferma quella farfalla di genio e sregolatezza che Gasperini tanto avrebbe voluto. È insomma pareggio e alla fine è giusto così, la campagna proseguirà contro il Real Madrid di Mourinho all'Olimpico dopo la sosta, e sarà a tutti gli effetti vera e grande Europa: lo stadio del Fenerbahce in fondo è nella parte asiatica di Istanbul.
I. ZAZZARONI - CORRIERE DELLO SPORT
Mi sa che sia l'intervallo a fregare la Roma, il tè caldo tanto caro a Caressa che non si beve più da secoli ma che ha sublimato metaforicamente l'esistenza della pausa tra i due tempi. Sabato scorso, chiusa una prima parte di autentico dominio, oltre che di rara bellezza, la Roma aveva sorprendentemente subito il gol di Ederson giusto due minuti dopo il rientro in campo e ieri ha fatto lo stesso. Mezz'ora e un po' da padrona del gioco e poi, a inizio ripresa, altra gentile concessione: al Fener ne sono bastati tre, di minuti, per ottenere il pareggio con Brown. […]
La prima uscita in Champions mi è comunque piaciuta: la Roma ha confermato di credere tanto nelle proprie capacità, mostrato la giusta aggressività e evidenziato una volta di più l'importanza di due giocatori, Koné e Dybala, fondamentali nelle due fasi, recupero e proposta. Quando Paulo s'accende, la bolletta della luce aumenta di colpo. […]
Tante le valutazioni positive sul piano delle individualità - Hermoso, Ndicka, il solito Svilar, a lungo Cristante e i due indispensabili, soprattutto a una squadra "corta" come la Roma - ma anche qualche perplessità: Rodrigo Mora non ha sostanzialmente aggiunto nulla, così come Molina, ancora sotto l'effetto ritardante del Mondiale. Malen si è mosso troppo, pensando alle connessioni e svuotando l'area. Tre vittorie su tre in campionato e un pari esterno in Champions, alla prima. Di solito l'inizio è la parte più importante del lavoro.
P. CONDÒ - CORRIERE DELLA SERA
Alla fine è la squadra meno italiana (e meno italianista) a tenere a galla il nostro calcio nel primo turno di Champions. Il Como aggiunge un altro recital di efficacia e bellezza a questo suo brillante tour di inizio stagione, supera quasi in scioltezza il Lipsia e aggiunge tre splendidi punti a quello che la Roma si era assicurato all'ora dell'aperitivo a Istanbul in un match prima dominato e poi sofferto. Fanno 4 in quattro squadre, un totale non paragonabile ai 15 su 15 delle cinque inglesi, e nemmeno ai 9 raccolti da tedesche e spagnole. […]
Però al di là dei punti, che a settembre pesano il giusto nei bilanci individuali, oltre al partitone del Como restano in memoria la personalità della Roma in uno stadio bollente e la stranissima dinamica di gara dell'Inter al Bernabeu, vuota di risultati pratici ma ricca di segmenti in chiara superiorità, anche se mai in controllo. […]
Peccato che la Roma non si sia aggiunta al gruppone di concorrenti scattate con i tre punti, perché avrebbe subito aiutato la classifica (il suo calendario è il peggiore) e perché avrebbe aggiunto ulteriore adrenalina alla partenza di Gasperini, che al prossimo giro riceverà Mourinho. Nella speranza che le luci nerazzurre intermittenti viste al Bernabeu gli indichino la via.
T. CARMELLINI - IL TEMPO
Nel bilancio complessivo della prima serata in Champions dopo sette anni, un punto va più che bene. La Roma prima domina e poi soffre contro i turchi del Fenerbahce. E del resto se i giallorossi fossero riusciti a mantenere l'intensità mostrata nella prima metà gara, ora staremmo parlando di altro: di un'altra categoria. Ma il percorso intrapreso da Gasperini e dal suo gruppo è appena all'inizio e la strada da fare è ancora lunga. Il mercato estivo ha alzato e di molto, il livello complessivo della rosa giallorossa, ma stavolta i cambi sono stati meno efficaci rispetto alle ultime uscite.
Così, se nella prima parte di gara a Gasp & Co. è mancato un po' di lucidità sotto porta per poter chiudere il discorso dopo il gol di Cristante, nella ripresa una traversa e un paio di interventi decisivi di Svilar hanno tenuto la Roma in corsa. E soprattutto hanno consentito di muovere la classifica e portar via un punto importante per il cammino Champions.
Ma è la Roma tutta, al netto delle inevitabili sbavature (sbagliato il movimento nel gol incassato) che sta crescendo confermando di poter giocare queste partite. E poi ci sono già gli altri: ieri a Istanbul ambiente non facile, il Fenerbahce è rimasto lì chiuso nonostante giocasse in casa e quel Greenwood che piaceva tanto a Gasp ha dimostrato quello che vale. Primo punto di un'italiana in Champions, ma poi il Como riuscirà anche a far meglio.