Sette anni e mezzo sono abbastanza per cambiare quasi tutto. Proprietà, dirigenti, allenatori, capitani, compagni di squadra. Non Bryan Cristante. L’ultima volta che la Roma aveva giocato una partita di Champions League, il 6 marzo 2019 a Porto, lui era lì. E tra quelli scesi in campo quella notte era l’unico presente anche ieri a Istanbul. Stavolta con la fascia al braccio. E il gol del ritorno della Roma in Champions, quello che vale l’1-1 contro il Fenerbahce, che poteva metterlo a segno, se non lui. […] La Roma torna nel torneo più importante d’Europa otto stagioni e a riportarcela dentro, almeno nel tabellino, non è una delle stelle di Gasperini. Non è Dybala, migliore in campo contro i turchi. Non è Malen, in ombra per la seconda partita consecutiva dopo i 5 gol di inizio stagione. È Cristante, l’uomo che da otto anni attraversa tutte le trasformazioni di Trigoria.
Il centrocampista è arrivato nell’estate del 2018. Da allora la Roma gli è cambiata intorno più volte. Ha visto finire Di Francesco, poi Fonseca, Mourinho, De Rossi, Juric, Ranieri e adesso Gasperini. Sono cambiati direttori sportivi, idee di calcio, gerarchie e ambizioni. È cambiata anche la presidenza della Roma. Ognuno di loro ha avuto la possibilità di costruire qualcosa di diverso e quasi tutti, prima o poi, hanno rimesso Cristante in mezzo. […] Non perché sia mai stato il giocatore più forte della Roma. E neppure il più amato. Attorno a lui ci sono state – e continuano ad esserci – discussioni, critiche, insofferenza. È il destino di chi gioca sempre: diventa parte del paesaggio e quindi anche il bersaglio più semplice quando il paesaggio non piace. Mediano, mezzala, trequartista nei primi anni, centrale quando serviva. Cambiano le richieste, raramente cambia il suo peso dentro la squadra. Ma è affidabile. Sempre. E quando l’allenatore chiede qualcosa, lui trova quasi sempre un modo per farle.
Anche Gasperini, che pure ha cambiato molto della Roma, si è appoggiato presto a quello zoccolo duro che conosce già il peso di certe notti. A Istanbul Cristante portava anche la fascia da capitano, la stessa che indosserà nell’anno del centenario del club. Otto anni fa era uno dei nuovi arrivati. Oggi è uno dei leader della Roma. E allora il gol di Istanbul assume un significato che va oltre l’1-1. È il punto che accompagna la Roma nel suo ritorno tra le grandi d’Europa, ma è anche la firma dell’uomo che più di tutti tiene insieme due epoche lontanissime. Porto 2019 e Istanbul 2026. In mezzo ci sono finali europee, allenatori esonerati, rivoluzioni tecniche, stagioni esaltanti e altre consumate nella fatica. Cristante ha attraversato tutto senza mai diventare davvero il centro del racconto. Eppure, quando la Roma ha avuto bisogno di una certezza, spesso ha trovato lui. Un leader che resterà giallorosso almeno fino al 2028, dopo il rinnovo di questa estate. Almeno un altro anno e mezzo. Esattamente come il Gasp che al suo capitano non rinuncia mai.
(repubblica)