IL TEMPO (A. AUSTINI) - Ora tocca alla Roma. Il regalo di Vincenzino Montella è partito ieri da Catania, De Rossi e soci devono scartarlo stasera allOlimpico dopo una domenica di piacevole relax (e gufaggio) davanti al televisore: arriva un Genoa con sei assenze pesanti. Una vittoria consentirebbe ai giallorossi di salire a -4 dal
Alla Roma rimangono undici partite da giocare, di cui sei in casa e cinque in trasferta, dieci per tutte le altre, tanti scontri diretti ancora in calendario, comprese le visite di Udinese e Napoli nellOlimpico giallorosso. La tentazione di fare calcoli è forte e non risparmia nessuno. Ancor di più nella città che non conosce le mezze misure: sembrava tutto finito dopo il derby, adesso si torna a sognare lingresso in Champions dopo aver letto un calendario non esattamente spaventoso.
Sul campo i giallorossi hanno dato un primo segnale di vita a Palermo ma stasera devono dimostrare che non si trattava soltanto di un moto dorgoglio. «Pensiamo solo al Genoa» lavvertimento di Luis Enrique nella conferenza anticipata a sabato, ribadito ai suoi ieri mattina a Trigoria prima della rifinitura. Lo spagnolo sa di avere tra le mani una squadra inaffidabile e incapace di trovare un briciolo di continuità, inutile e pericoloso guardare più avanti della partita di stasera. Un esame da non fallire.
Contro i rossoblu di Marino non ci sarà Totti e i precedenti di questo campionato dicono che è un bel problema:sei vittorie e due sconfitte l'inglorioso score nelle otto partite giocate senza il capitano che tornerà disponibile sabato prossimo a San Siro nella sfida contro il Milan. Oggi spetterà a Lamela sostituirlo, nel ruolo che gradisce di più. Sarà soprattutto la sua partita, in cui sfiderà a distanza largentino del Genoa Palacio, pericolo numero per la difesa e desiderio insoddisfatto del mercato estivo.
Ma sarà anche loccasione per testare la forma fisica e nervosa di Osvaldo, al rientro dopo la squalifica di Bergamo, il livello di fame dellincontenibile Borini, la tenuta di Kjaer e Josè Angel davanti al pubblico di casa, i progressi di Marquinho, se giocherà. La Roma dei giovani, insomma, quella che dovrà dimostrare di meritarsi la conferma da qui alla fine del campionato in vista di un mercato che porterà ancora rivoluzioni nella rosa. Società e tecnico dopo il ko con la Lazio hanno chiesto a tutti di non mollare provare a inseguire almeno un posto in Europa League. La classifica dice che si può, anzi, si deve. Il campionato aspetta tutti.