Ranieri, meglio con i titolari

La penna degli Altri
giovedì, 09 dicembre 2010 alle 9:25
IL MESSAGGERO (U. TRANI) - La Roma, per la quarta volta negli ultimi cinque anni, entra tra le migliori sedici squadre d’Europa. Pareggia in Romania, contro il Cluj già eliminato e ultimo del gruppo E, e si qualifica per gli ottavi
Come il Milan e l’Inter, è seconda al traguardo e quindi a metà febbraio incontrerà una delle big del nostro continente, cioè il top della prima fase. Le più pericolose sono il Barcellona di Guardiola, il Chelsea di Ancelotti, il Real Madrid di Mourinho e il Manchester United di Ferguson.
Ranieri si rende conto che non è la notte dei calcoli e sceglie la Roma più affidabile del momento. Stavolta mette tutti i suoi campioni, lasciati inspiegabilmente a riposo nell’ultimo turno di campionato, a Verona contro il Chievo, per un pari che lui stesso, con un mezzo lapsus freudiano, definisce una sconfitta. La Roma, visto che il Bayern Monaco supera il Basilea, avrebbe potuto anche perdere in Romania, ma non è questo il comportamento di chi vuole recitare da grande e sta invece deludendo in campionato. Peccato per il gol preso nel finale, dopo il decimo stagionale di Borriello e dopo una serie di chances buttate al vento dai giallorossi che non perdono il vizio e subiscono un’altra rimonta.
La prova di Cluj, comunque, serve per far ritrovare qualche certezza al gruppo giallorosso, apparso ultimamente sfiduciato e fragile, e per far capire a Ranieri, spesso indeciso nelle scelte e meno abituato dei suoi giocatori a convivere con il turn over, di credere di più nella sua rosa di lusso, forse la più completa in Italia, soprattutto se si considerano i tanti infortunati dei nostri club più quotati. Sbaglia, però, quando dice che i suoi giocatori sono tutti titolari. Perché forse il rendimento da provinciale in campionato dipende dai continui avvicendamenti: a Cluj, ventiduesima formazione differente in ventitidue match ufficiali. Una grande squadra ha i suoi titolari e le sue alternative. Solo così si può trovare un’identità e un gioco.
La qualificazione, cosa da non sottovalutare, alleggerisce parzialmente la pressione finanziaria in cui sta vivendo la società giallorossa sempre in attesa di un nuovo proprietario: entreranno nelle casse di Trigoria circa 10 milioni (compresi i 400 mila euro del pareggio di Cluj), puro ossigeno per la Roma, da anni in autofinanziamento e da quest’estate in vendita.

APPENA ARRIVATO

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