Cerezo: "Dispiaciuto per il derby, ci rifaremo"

La penna degli Altri
martedì, 18 ottobre 2011 alle 9:40
cerezo
IL ROMANISTA (D. GALLI) - «So che quando si perde un derby è sempre dura da digerire, figurarsi a Roma dove quasi si soffre più per una sconfitta nel derby che per aver perso il campionato. Comunque, da buon giallorosso dico che la Roma
Il giorno dopo, il giorno dopo un giorno come quello appena trascorso, un giorno del cavolo, alzarsi dal letto è dura per tutti. Cerezo compreso. Toninho è dove meno te lo aspetti. A Coverciano per il master per allenatori di Prima Categoria. «
Ho visto ieri sera (domenica, ndr) Lazio-Roma - racconta Cerezo - e da buon romanista mi è dispiaciuto per la sconfitta. Comunque è stata una bellissima partita, e il calcio d’altronde è fatto così, ti regala gioie e dolori. La Roma saprà rifarsi, è ancora agli inizi di questo nuovo progetto». Di Luis Enrique sa poco, ma quel poco gli basta e avanza per dare un giudizio: «Lo conosco come calciatore, non come allenatore, difficile quindi per me parlare del suo lavoro di tecnico. Da giocatore è sempre stato uno in gamba e venendo dalla Spagna ha saputo costruirsi buone basi».
Dopo avere smesso di incantare sul campo, chiusa la carriera con l’Atletico Mineiro, Cerezo ha indossato una tuta e si è messo ad allenare. Robetta, però. Brasile, Giappone, persino una squadra dell’Arabia Saudita. Quella Roma che aveva preferito lui a Socrates per un centrocampo mondiale (Cerezo + Falcao, nemmeno alla Playstation dell’84), quella Roma costruita dall’Ingegnere e portata in trionfo dal Barone, non è stata una parentesi. «Se sogno di allenare un giorno la Roma? I giallorossi sono un grande club, di grande tradizione, ogni tecnico sarebbe felice di lavorare in una società di così grande prestigio, vedremo in futuro, per ora sono venuto al corso per imparare. Il calcio italiano per me resta tra i migliori insieme a quello brasiliano e argentino, ci sono molti talenti». Cerezo fa qualche nome: «Ganso e Neymar. Ma altri ne verranno fuori presto. Il mio Paese si sta preparando al meglio per i Mondiali 2014». Il suo primo Paese. Perché Toninho ne ha un secondo che lo accoglie sempre a braccia aperte. L’Italia? Ma quale Italia. «Porto la Roma nel mio cuore»,
disse una volta. Ecco.

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