Il rimpianto del Napoli è enorme: riuscire ad addormentare la
Roma, poi farsi rimontare due volte e buttare via punti che avrebbero rilanciato la squadra in campionato, significa restare in un limbo,
non riuscire a rientrare nella corsa verso le posizioni Champions. Il peccato stavolta è mortale, perché il Napoli gioca la miglior partita della stagione, si confronta con la Roma a viso aperto e lo spettacolo al Maradona è imprevisto e imprevedibile.
Qualcuno avrebbe mai potuto pronosticare il gol di Anguissa in rovesciata e Malen che a tu per tu con Meret smarrisce il killer instinct? Il risultato finale (3-3) non dà l’idea di quella che è stata la gara, forse la più bella vista finora in Serie A per intensità, ritmo e proposta tattica [...].
Allegri ha abbandonato la prudenza, indirizza la sua squadra all’attacco, sistema De Bruyne play (la sua è stata una felice intuizione), lo fa coesistere con McTominay e si ritrova dopo cinquanta minuti in vantaggio di due gol.
Gasperini è in confusione, cambia e scambia le marcature nel tentativo di trovare soluzioni. Cristante a guardia di De Bruyne sembrava vada a caccia di farfalle.
Tutto facile? Macché, ricordiamo pure che il Napoli ha perso finora dieci punti da posizione di vantaggio e, quando Soulé, il migliore della Roma, accorcia dopo il gol di McTominay, la squadra ha soltanto il merito di non sfilacciarsi ma dopo una manciata di minuti subisce il pari di Balerdi, appena entrato. L’inerzia della gara inevitabilmente cambia. Si abbassa, la squadra di Max, è in debito di ossigeno ma non perde la verticalizzazione e il contropiede. Ecco che McTominay, di destro, colpisce e affonda di nuovo la Roma.
Non è ancora finita, a 6’ dalla fine Balerdi si ripete. Un gol contestato ma rivisto e assegnato, Allegri si ribella, viene espulso. Ed ecco che viene fuori tutta la sua anima: toglie la giacca, lascia il campo stizzito. As usual. «Non sono abbastanza lucido per commentare» dice al primo microfono di Dazn che gli si presenta davanti [...].
Max è furibondo. In effetti, se non vinci una partita in cui hai fatto il massimo e anche di più, rendendo inerme un centravanti come Malen che finora ha già fatto nove gol, anestetizzando una squadra che vive di duelli e di pressione, significa che l’analisi va approfondita.
Gasperini ha lo stesso rammarico: «Avevamo la sensazione di poterla vincere, ma alla fine va bene così. Ho visto un Napoli molto in crescita». Max però il bicchiere mezzo pieno proprio non lo vede. Il risultato, unico obiettivo dichiarato, manca.
(Corsera)