Battaglia a Istanbul. La Roma è d'acciaio

La penna degli Altri
di Matteo Esposito
Fenerbahce-Roma
Non sembravano passati sette anni, e se la Roma è questa può togliersi belle soddisfazioni. Bella e imperfetta e come dice Gasp, a volte vulnerabile. Esame comunque superato anche se la vittoria in casa del Fenerbahce non è arrivata. I giallorossi tornano a casa con un punto (1-1), che è solo l'inizio di un cammino. Un punto pieno di significati, di conferme e di questioni che, se si vuole crescere, andranno risolte in sede di mercato. Di sicuro, alla banda (del terzo posto) di Gasp non sono mancati il coraggio, le idee e il gioco. Le gambe non hanno tremato, i debuttanti hanno superato l'impasse come se niente fosse, come se non fosse il primo giorno di scuola e in questo senso meritano un applauso - in ogni caso - ai vari nuovi Mancini, Wesley, Pisilli e Koné.
La Roma conferma di avere un calcio giusto per il palcoscenico della Champions e che può fare bella figura e questo è merito di un allenatore come Gasp, che su questi lidi ha sperimentato, con successo, proprio quel calcio, diciamo così, europeo. C'è da migliorare, affinarsi, arriveranno le sconfitte, come sarà normale per una formazione non certo all'altezza dell'Olimpo del calcio (prossime avversarie, Real e Psg), ma la base c'è, per restare in termini di geometria applicata al calcio, manca un po' l'altezza: lo dimostra il Fenerbahce che, ad esempio, fa entrare Lukaku e gli basta il fisico e i muscoli per creare fastidi a Ndicka, che aveva annullato Muriqi prima del suo ingresso. […] Ma la squadra di Gasp, a parte questo aspetto, ha dimostrato piglio davanti a un avversario tosto, ma frastornato, che gioca in uno stadio rumoroso, il Şükrü Saracoğlu scelto come impianto per Euro 2032, che non ti lascia respirare, ti aggredisce per novanta minuti. La Roma, dal Fenerbahce, invece, non si è lasciata aggredire più di tanto, anche se il conto finale delle occasioni pende dalla parte dei turchi, che chiudono il match con più tiri complessivi (11-8) e più nello specchio (5-3). La Roma ha mantenuto di più la palla (58% contro 42) e questo, appunto, è il dato che segna il carattere e la voglia di marcare il territorio, anche se altrui. E questo in Europa ha un valore. Tutto ciò l'ha portata comunque a sfiorare il successo, portandosi in vantaggio con un gol di Cristante quasi alla fine del primo tempo. […] Cristante (con Pellegrini, che però è ancora ai box) è l'unico sopravvissuto di quell'esperienza ormai lontana, è ancora qui e Gasperini non se ne priva, nemmeno contro il Fenerbahce, quando nel finale non si reggeva più in piedi e come lui tanti, da Dybala a Ndicka, da Wesley a Malen, ma la nottata è passata. Senza danni. A sorpresa in campo c'è Rensch, che però viene schierato sul lato opposto di Greenwood. […]
Nel primo tempo, oltre alla rete di Cristante, solo Dybala, servito da Koné, riesce a impegnare Ederson, grazie a un tiro però con il piede sbagliato. Malen si accende quando davanti si trova Skriniar, un po' meno quando viene un altro avversario in seconda battuta, vedi Yuksek, che è proprio bravo, ma Donny è decisivo nell'azione del vantaggio: è sua la giocata al limite dell'area prima di servire il tiro a Bryan. Il Fenerbahce si presenta con poche idee: palla a Greenwood e Muriqi, stop. Ndicka, bene sul kosovaro, meno bene su Lukaku.
Ma perché Mancini esce dal blocco? È la domanda che accompagna l'inizio del secondo tempo. Mancio si stacca dalla linea per andare a pressare Greenwood, su cui arriva in ritardo Wesley, e alle spalle sbuca Brown che con un colpo sotto salta Svilar e rimette la partita in parità. Morale: secondo gol subito fin qui, seconda volta con Ghilardi protagonista. Un'uscita sbagliata», la definirà Gasperini. L'equilibrio regna per tutta la ripresa, poco equilibrato l'arbitro Manzano, che prima concede un rigore per fallo su Dybala poi appena il colpo e dice che il tocco lo ha subito fuori area. Gasp viene a mancare Koné, che chiede il cambio: entra Pisilli. Poi la squadra, come con l'Atalanta, la modifica lui stesso: fuori Soulé, che si è visto a sprazzi, Mancini e Rensch, per Mora, Balerdi e Molina. Nel finale, dentro De Roon per un esausto Malen. Segnale che forse, i pari andano bene, visto che il Fenerbahce sfiorava il gol prima con un colpo di Muriqi, poi con la traversa di Aké. Pericolo scampato pure su qualche mischia conclusiva. Svilar sempre attento.
(messaggero)

APPENA ARRIVATO

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