Caos dipendenti, scatta la protesta sindacale contro la spending review dei Friedkin: "È un licenziamento collettivo mascherato"

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martedì, 14 luglio 2026 alle 19:49
cancello entrata trigoria as roma
Per la prima volta nella sua storia, la Roma affronta una grave crisi sindacale interna.
I dipendenti della società hanno proclamato lo stato d'agitazione per protestare contro la gestione della famiglia Friedkin, accusata di attuare un "licenziamento collettivo mascherato" attraverso una spregiudicata politica di riduzione dei costi e di esternalizzazione. Il caso che ha innescato la protesta riguarda il trasferimento forzato di 38 dipendenti — precedentemente impiegati nei settori di comunicazione, marketing e segreteria sportiva — alle vendite e alla gestione dell'inventario negli store ufficiali del club. L'avvocato Francesco Bronzini, che assiste diversi lavoratori coinvolti, ha denunciato un grave "demansionamento e decurtazione delle professionalità" ai danni di professionisti storici della società giallorossa, declassati a compiti puramente esecutivi.
La società ha giustificato la riorganizzazione come una necessaria ristrutturazione aziendale dopo la chiusura dei canali media ufficiali e la fusione con la controllata Soccer, con l'affidamento delle attività di marketing alla multinazionale We Are Social. L'operazione, gestita operativamente dal direttore finanziario Jason Morrow e dalla responsabile del personale Simonetta Iarlori (data l'assenza di un CEO dopo le dimissioni di Lina Souloukou), si inserisce nel quadro di contenimento delle perdite imposto dall'UEFA in materia di Fair Play Finanziario, che ha recentemente sanzionato il club con una multa di 6 milioni di euro. I dipendenti contestano la natura economica dei tagli, evidenziando come la qualificazione in Champions League abbia garantito circa 20 milioni di euro di introiti freschi.
Sullo sfondo emerge un vuoto dirigenziale a Trigoria in cui tutte le decisioni operative restano bloccate in attesa dell'assenso dei proprietari. In questo contesto, figure esterne come Ed Shipley, pilota d'aereo e stretto amico del presidente Dan Friedkin, esercitano una forte influenza politica all'interno del club (avendo anche gestito il passato scontro tra l'allenatore e Claudio Ranieri), mentre il tecnico Gian Piero Gasperini ha ottenuto più potere decisionale, arrivando a determinare personalmente la nomina del nuovo direttore sportivo Tony D'Amico, ex dirigente dell'Atalanta.
(ilpost.it)

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