Bene, brava, bis

In The Box
lunedì, 01 agosto 2022 alle 11:49
belotti in the box
LR24 (AUGUSTO CIARDI ) - Svilar; Celik, Kumbulla, Tripi, Viña; Veretout, Cristante, Spinazzola, Bove, El Shhaarawy; Felix, Zaniolo. I calciatori in questione comporranno, salvo sorprese, la Roma Bis. In molti casi è riduttivo parlare di alternative. Basti pensare a quanto siano costati anni addietro Kumbulla, Veretout, Cristante e Spinazzola, tutti abbondantemente oltre i venti milioni a parte Veretout di poco sotto quella soglia. O alla storia romanista di El Shaarawy, alla crescita di Bove e Felix o al fatto che Celik, appena arrivato, contenderà il posto a Karsdorp. Per non parlare di Zaniolo.
Insomma, dando per scontato l'arrivo di Wijnaldum, non contando Shomurodov il cui posto verrebbe preso da Belotti, scartando gli esuberi Diawara e Villar e facendo l'in bocca al lupo all'infortunato Darboe, la Roma si presenterà fra due settimane con due squadre, pronta per giocare con ambizione su tre fronti. Accorciando le distanze anche in panchina nei confronti delle rivali che contano, dopo avere, grazie ai colpi fra i titolari, diminuito il gap con gente come Matic e Dybala (e Wijnaldum).
Un percorso accelerato come era facile prevedere ma fino a un certo punto, perché per un club i cui proprietari mettono ogni mese circa quindici, venti se non addirittura venticinque milioni di euro per le spese vive, arrivare ad annunciare Dybala e correre subito dopo da favoriti per Wijnaldum non può mai essere scontato. Ma evidentemente si è arrivati alla conclusione che il club, nonostante porti forse il nome più importante al mondo, non attira attenzione e sponsor grazie alla storia antica o alla bellezza dei vicoli di Trastevere. Il ponentino manco esiste più, ora c'è quella robaccia caldo-umida appiccicosa che somiglia allo scirocco ma che chiamiamo bafogna.
Servono risultati, e in attesa dei risultati, grandi nomi, che poi sono la chiave per arrivare ai risultati. Che portano già di per sé soldi, quelli per esempio della Champions League. Quindi il colpo dei colpi, Mourinho, quindi quasi cinquanta milioni di euro per Abraham, quindi l'ultratrentenne Matic, quindi la star Dybala quindi, ci siamo, l'altra star Wijnaldum, tenendo in canna l'ingaggio di Belotti. Ecco, questi ultimi due sono forse più di Dybala il segnale di sfida che Daniel Friedkin lancia al campionato (oltre che alle coppe). Perché dopo Mourinho che ha già cambiato la storia recente della società, nell'estate successiva alla vittoria di una coppa, dopo il super botto Dybala, c'era la possibilità di fermarsi e godersi la gloria e il riconoscimento eterni che la piazza ha già tributato alla generosa proprietà. Invece no.
Laddove la Roma ha in passato peccato di aurea pigrizia, Friedkin, stimolato dal tecnico, un martellante elettrostimolatore mentale, una specie di Testmed umano, ha deciso di spiazzare, raddoppiando gli sforzi. Si tratta a oltranza per un big dell'ingordo e sconclusionato PSG, uno da quasi dieci milioni di euro netti a stagione. E si blocca Belotti. Già. Uno da centosei gol in A, che fino a un anno e mezzo fa al massimo poteva essere immaginato nella Roma come titolare (se ne parlò abbondantemente per il tormentone del dopo Dzeko), per quanto bisogna ammettere che la piazza si è sempre più che divisa sul gradimento nei sui confronti, ma che oggi verrebbe per fare la riserva di lusso. Sta qui la grande novità. Il segnale Belotti ancora più emblematico del colpo Dybala. Uno che a nemmeno trent'anni fa parte del club di bomber da oltre cento gol in A, superato fra quelli ancora in attività soltanto da Immobile e Quagliarella, che condivide con Zapata la posizione numero 76 fra i marcatori di sempre in Italia. Uno così, che non farebbe impazzire i tifosi di una big se dovesse partire titolare, diventa un lusso se lo si immagina come alternativa ad Abraham, per dividersi le partite quando il calendario ti stringe d'assedio fino quasi a farti soffocare.
Ecco, la Roma sta diventando anche questo. Ingaggia calciatori di valore elevato da mettere dentro senza creare dislivelli preoccupanti fra titolari e riserve, quando la rosa va gestita alla vigilia di una partita insidiosa di campionato che anticipa magari una trasferta europea. Un grande segnale.
In the box - @augustociardi75

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