È quasi un peccato partire dalle polemiche, perché lo 0-0 tra Como e Roma —
il primo di tutta la Serie A — almeno fino al minuto 8 della ripresa è stata una partita di livello europeo, simile a quelle che vedremo in settimana con il ritorno della Champions. In verità,
meglio Gasperini di Fabregas, se è vero che
Dybala e compagni hanno dato a lungo la sensazione di avere nel mazzo le chiavi giuste per andare a vincere la partita. Poi
il cartellino rosso di Malen ha scritto un altro match, che da lì in avanti è parso uno di quegli allenamenti che i tecnici mettono su in settimana, con la squadra in inferiorità numerica che deve solo resistere, resistere, resistere. […]
L’espulsione decisa da Fabbri non è andata giù a Gasperini. Non tanto per il rosso in sé, visto che l’entrata dell’attaccante era molto pericolosa, quanto perché «c’era un fallo ripetuto su Malen che andava sanzionato prima del suo intervento — ha detto il tecnico della Roma — Il salto è brutto, ma sostenere che il ragazzo faccia gioco violento non è giusto, non c’era intenzione di far male». Fabregas, manco a dirlo, ha rilanciato: «Per me era espulsione senza discussione. Di più: lo era anche quella di Wesley nel primo tempo su Diao». […]
Malen dopo la partita ha chiesto scusa via social a compagni e tifosi, la cosa migliore della sua peggiore giornata da quando è in Italia. E sì che il centravanti ha fatto come il bambino che rompe il giocattolo alla festa. Como e Roma stavano e si stavano divertendo. Proprio i giallorossi avevano costruito di più, aiutati dalle letture uomo contro uomo perfette di Gasperini, che ha spedito Hermoso a depotenziare Nico Paz, Ndicka a cancellare Douvikas e Pellegrini con Dybala a completare la trequarti, col doppio compito di allargarsi a sinistra. […]
Una volta rimasto in 10, Gasp ha pensato di sostituire Dybala con Castro. Buon per lui che è tornato sui suoi passi: la Joya è salito in cattedra, pur dentro una partita che ormai era solo difensiva è stato l’uomo cui appoggiarsi per rifiatare. Il Como è andato a sbattere sul muro della Roma, quando l’ha oltrepassato è stato Perrone a mancare il bersaglio. Fabregas nel finale ha pure provato a spostare in attacco il centrale Ramon, sperando in un pallone alto. Nulla da fare. È un pareggio che pesa di più per la Roma, a conti fatti. «La nostra è stata una prova di spessore», ha sorriso Gasp.
(corsera)