Dopo la grande vittoria in rimonta sull'Atalanta, sulle colonne dei quotidiani si analizza la prestazione della Roma. "Perché certe soffertissime vittorie, per alcuni versi anche rocambolesche, accrescono entusiasmo, fiducia, autostima. E danno sicurezza: se abbiamo vinto questa, quando mai potremo trovare qualcuno che ci batte?", scrive Stefano Agresti su La Gazzetta dello Sport. Così invece Tiziano Carmellini de Il Tempo: "Partite come quella vista ieri sera all'Olimpico sono di quelle che forgiato un gruppo, una squadra e un ambiente. E mandano anche un segnale alle altre big del campionato: quest'anno bisognerà fare i conti anche con la Roma"
Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.
I. ZAZZARONI - CORRIERE DELLO SPORT
La bellezza colpisce l’occhio, ma il merito conquista il cuore perfino di chi tifoso non è. La Roma è stata bella, in alcuni momenti bellissima, generosa di sé e arrembante, e ha meritato il successo: con i tre punti e il primato in classifica insieme all’Inter ha ampiamente giustificato l’entusiasmo di un pubblico che l’aveva accompagnata. (...) Anche matura e disperatamente determinata come nella ripresa l’avevo vista raramente: per la prima volta sotto nella stagione appena iniziata, la squadra di Gasperini ha sostanzialmente urlato di non volerci stare, non ha avuto passaggi a vuoto e nei minuti finali ha raccolto l’intero frutto di uno sforzo commovente: per dire, gli ultimi dieci minuti di Wesley, che aveva macinato chilometri, sono stati di autentica sofferenza. Lo stesso Dybala, perfetto per oltre tre quarti di partita, è calato progressivamente di tono, sostituito nei compiti da Castro e Soulé, l’autore del gol del pieno merito. (...) PS. Il Koné visto ieri vale mezza squadra. Credo che a Bergamo qualcuno abbia rimpianto Gasp.
S. AGRESTI - LA GAZZETTA DELLO SPORT
Due rimonte ai confini dell'impossibile, due scontri diretti ribaltati, due gol oltre il novantesimo segnati da due argentini di casa nostra. Così, in una giornata di emozioni fortissime e di primi verdetti, l'Inter e la Roma hanno continuato a correre lassù, fianco a fianco, in vetta alla classifica a punteggio pieno. Sembravano averla persa tutt'e due, la loro partita: i nerazzurrl contro il Napoli, che all'inizio della ripresa si era portato avanti addirittura di due reti; i giallorossi contro l'Atalanta, che di gol di vantaggio ne aveva soltanto uno ma quando giù si era a una manciata di minuti dalla fine della gara. Poi sono arrivati Lautaro e Soulé e la storia ha cambiato corso. Se fino a ieri pensavamo che l'Inter fosse la grande favorita nella corsa allo scudetto e che la Roma si stesse accreditando come la rivale più pericolosa per la squadra di Chivu, adesso queste idee acquistano consistenza. Perché certe soffertissime vittorie, per alcuni versi anche rocambolesche, accrescono entusiasmo, fiducia, autostima. E danno sicurezza: se abbiamo vinto questa, quando mai potremo trovare qualcuno che ci batte? (...) La Roma ha giocato un gran bel primo tempo, ma stavolta Malen non ha segnato. Il gol di Ederson pareva una beffa, peni dopo quella rete l'Atalanta è cresciuta e ha sfiorato il raddoppio. Fino al ribaltane in stile Gasp, un'impresa di quelle che a Bergamo conoscono bene. (...)
T. CARMELLINI - IL TEMPO
La Roma non finisce mai. Contro l'Atalanta una prova di forza che stava rischiando di finire in frittata: primo tempo da fenomeni surclassando la squadra di Sarri che non ha saputo far altro che star lì davanti a far muro. Troppo poco per questa Roma, nonostante un gran Carnesecchi (migliore dei suoi) e il palo e la traversa colpiti dal povero Castro: altro gran colpo del mercato giallorosso. La squadra di Gasperini arriva da tutte le parti, gioca, diverte, ma non sfonda. Così quando nella ripresa, dopo quasi cinquanta minuti di do-minio assoluto, i giallrossi incassa un gol beffardo, la serata rischia di finire in tragedia. Ma i giallorossi sono rimasti lì con le gambe e soprattutto con la testa, Gasperini ha fatto i cambi giusti e nel finale in quattro minuti arriva la svolta firmata Hermoso e ancora una volta Soulé: Mora molto bene, ma l'argentino è altra roba. E non si tocca! Il risultato è un primato in condominio con l'Inter a nove punti aspettando le partite di oggi, ma soprattutto per una volta senza l'aiuto di Malen che resta a secco per la prima volta in questa stagione, proprio nel giorno in cui la Roma incassa il primo gol. Il bilancio è un possesso palla assoluto, trentanove tiri in porta, roba da altro campionato. Ma sono numeri e contano il giusto, perché mai come questa volta a fare la differenza è stata la voglia, la caparbietà di un gruppo che, spinto da un Olimpico di nuovo sold out, ha regalato una serata da sogno ai suoi. C'era tutto: divertimento, dolore, sofferenza e alla fine una gioia sconsiderata per essere solo la terza giornata di campionato. Ma partite come quella vista ieri sera all'Olimpico sono di quelle che forgiato un gruppo, una squadra e un ambiente. E mandano anche un segnale alle altre big del campionato: quest'anno bisognerà fare i conti anche con la Roma.