Il video dura in tutto meno di un minuto. Ma è già nel primo foto-gramma che la telecamera cattura qualcosa di singolare. Il pallone taglia il cuore dell'area di rigore del
Real Madrid rotolando in una zona apparentemente deserta. L'inquadratura è talmente stretta che cattura soltanto quel movimento. Poi, quando sembra tutto finito, ecco che sullo schermo compare la sagoma di Donyell
Malen. qualcosa di molto vicino all'idea di prestidigitazione. Perché una frazione di secondo dopo aver tirato l'olandese scompare dalla scena. Sul telefono resta solo la sagoma del pallone che si strofina contro la rete. E poi basta. Tutto il resto viene tagliato fuori, estromesso, cancellato dalla narrazione. A prima vista potrebbe sembrare solo uno dei tanti highlights che mostrano la sfortunata sconfitta della
Roma di Gaspenni contro le merengues. Invece è un filmato che racconta molto del nuovo modo in cui si vede il calcio. (...) Gli highlights non sono più un riassunto pensato per chi non può seguire la partita. Sono diventati un modo parallelo di guardarla, un genere letterario autonomo con uno stile proprio e delle regole specifiche. Il match non inizia quasi mai al primo minuto e non finisce al novantesimo. Le sintesi ufficiali della Serie A durano in media 3 minuti e 13 secondi. E dentro può esserci di tutto, dall'errore più tragicomico fino alla giocata. di classe abbacinante. Proprio per questo, negli ultimi anni, gli highlights hanno trovato il loro habitat naturale sotto il vetro degli smarlphone E hanno iniziato a proliferare. Accanto a quelli 'ufficiali" ci sono sempre più video pensati per lo schermo verticale. Alcuni vengono prodotti direttamente dai club, altri da pagine e content creator più o meno autorizzati. In pratica uno sport nato orizzontale viene consumato sempre di più in verticale. È un passaggio che rovescia completamente il modo di fruire un incontro. Un'immagine in 16:9 ritagliata al centro per riempire uno schermo in 9:16 conserva appena il 31,64 per cento della propria larghezza. Nel confronto fra due versioni della stessa azione, la linea frontale dell'area visibile si è ridotta da 40,32 a circa 17,8 metri. Ventidue metri e mezzo sono finiti fuori schermo. Questo nuovo formato privilegia la giocata a effetto, il colpo del fuoriclasse, il dribbling secco, la conclusione impossibile. Il gesto tecnico viene elevato a sistema, ma difficilmente si riesce a capire come sia stato generato. É qualcosa di molto vicino al paradosso. In un'era in cui il calcio viene vivisezionato, spiegato, illustrato nella sua complessità, la cultura dell'highllights ne cancella la trama, finendo per semplificarlo e banalizzarlo. (...)