Percorso nel settore giovanile e poi l'esplosione in prima squadra. Alessandro
Florenzi ha vissuto il suo sogno con la Roma, prima della fine della storia arrivata in maniera abbastanza brusca nel gennaio del 2020 quando si trasferì in prestito al Valencia per poi non indossare più la maglia giallorossa. L'ex calciatore ha rilasciato un'intervista al quotidiano in vista del big match di Champions League contro il Real Madrid. Ecco le sue parole.
Con la Roma ha giocato quattro volte con il Real Madrid, cosa ricorda di quelle partite?
«Affrontavamo un Real veramente galattico con Ronaldo, Bale, Benzema e Modric. Quando disputi la Champions vuoi giocare queste partite anche se sai che parti un pochino sotto. C'era tanta emozione e in quegli anni la Roma era solita qualificarsi, erano diventate partite che la gente si aspettava ogni anno». [...]
Mourinho può dare qualcosa in più a questo Real?
«Quando ci sono queste squadre zeppe di campioni, ci vuole un gestore incredibile e lui è uno che non si fa parlare dietro».
Mou torna all'Olimpico dopo un addio doloroso, si farà distrarre dall'accoglienza?
«Ci sarà tanto rispetto da entrambe le parti. Ha lasciato un segno importante, portando un trofeo e arrivando in finale di Europa League. Ha creato un'identità intorno alla squadra».
L'ha richiamata per tornare alla Roma?
«C'era stato un approccio da entrambe le parti, ma dalla società è stato rimandato indietro perché aveva altri piani. Per me giocare nella Roma è stato un sogno, ma la società aveva visioni diverse e ha deciso di lasciarmi alla porta».
Gasperini e Mourinho, così diversi ma così amati dal pubblico. Come mai?
«Per aver creato un gruppo unito che dà tutto per la squadra e la maglia. Hanno restituito l'appartenenza che magari negli anni prima un pochino era mancata».
Una notte che non scorderà mai è quella all'Olimpico contro il Barcellona con il suo gol da 60 metri, cosa ha pensato nei secondi prima che la palla entrasse in rete?
«È stata la notte perfetta. In quel momento la prima cosa che guardo è la palla che è in linea col palo. Poi però vedo Ter Stegen che corre e poi non ci ho capito più nulla, tant'è che l'esultanza non è delle migliori». [...]
Sempre contro il Barcellona siete arrivati in semifinale di Champions League, se ci fosse stato il Var quella partita contro il Liverpool avrebbe avuto un altro epilogo?
«Avrebbero potuto giocare l'ultima mezzora in dieci e avremmo potuto fare due gol con la spinta dell'Olimpico. Eravamo sulle ali dell'entusiasmo, venuti da un'altra rimonta. Avrei voluto giocarli quei 30 minuti contro 10 e noi catapultati in avanti. È stata una roba che ha fatto capire che il Var serviva». [...]
Sarebbe rimasto tutta la carriera a Roma?
«L'idea era quella, poi ognuno ha un suo percorso. Stare lontano mi ha portato tante cose». [...]
(Il Messaggero)