De Rossi da ultrà

La penna degli Altri
giovedì, 27 maggio 2010 alle 11:42
LEGGO (R. BUFFONI) - La barba c’è ancora, anche se ben curata, ma la maglia adesso è azzurra. La testa non è completamente al Mondiale. Prima c’è da rispondere alle domande sul suo futuro: Roma o altrove? E non è più un quesito bislacco perché l’altrove prende sempre più i contorni dello stadio Santiago Bernabeu. Daniele De Rossi sa usare la lingua bene quanto i piedi. Impossibile fraintenderlo. «Il Real? Io ho un contratto con la Roma, ma se il club decidesse di cedermi non direi di no. Non potrei mai giocare in un’altra squadra italiana, ma di fronte al Real non si pone neanche il problema della scelta».
Qualche ora più tardi il capo della casa blanca, Florentino Perez, dopo aver annunciato l’assunzione di Mourinho ha spalancato le braccia al romanista: «È un onore per tutti i madridisti che

Qualche ora più tardi il capo della casa blanca, Florentino Perez, dopo aver annunciato l’assunzione di Mourinho ha spalancato le braccia al romanista: «
È un onore per tutti i madridisti che uno del suo calibro dica queste cose». Un idillio che nemmeno l’ennesima ma tardiva smentita giunta da Trigoria - affidata a Claudio Ranieri - è riuscita a rovinare: «Lui per me è capitan futuro e sono convinto che resterà». In realtà non sono pochi i tifosi giallorossi ai quali sta salendo l’ansia per un addio che non è più un tabù.
La giornata al Sestriere di De Rossi, però, è stata scossa anche dalla bufera scatenata sul giudizio dato alla tessera del tifosi: «Sono contrario perché non mi piacciono le schedature. E poi, viste alcune recenti vicende (caso Gugliotta, il giovane pestato dagli agenti dopo Inter-Roma di coppa Italia, ndr), servirebbe anche la tessera del poliziotto». Frase per la quale il giocatore si è poi scusato: «Mi rendo conto di aver usato un’espressione infelice e me ne scuso, le generalizzazioni sono sempre sbagliate». Nel frattempo, però, aveva subito il rimbrotto del presidente della Figc Giancarlo Abete e, soprattutto, le reprimende del ministro dell’Interno Roberto Maroni e del capo della polizia Antonio Manganelli.

«Ovviamente
- ha detto il titolare del Viminale - sono dichiarazioni che non condivido. Si tratta di un persona che andrà a rappresentare l’Italia ai Mondiali, un personaggio pubblico che ha un certo seguito. Confermo che la tessera sarà introdotta con l’avvio del prossimo campionato così come concordato con tutte le società di calcio». «Sono letteralmente indignato - ha detto Manganelli - per la volgare strumentalizzazione di un’occasionale episodio, certamente riprovevole, oggi al vaglio della magistratura, che mette sullo stesso piano delinquenti violenti e poliziotti che darebbero anche la vita per difendere tutti
».

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