Paradossale. Che, vi garantisco, non vuole essere un giudizio negativo sul mercato della Roma. Provo a spiegarmi.
Partendo da una domanda banale, ma che è alla base di qualsiasi abbozzo di bilancio sulle operazioni che sono state fatte: è una Roma più forte di quella della passata stagione? Per me, sì. Sono stati investiti 115 milioni, diciamo 100 considerando gli incassi dai prestiti; sono arrivati sei giocatori (Castro, Molina, Mora, De Roon, Balerdi, Koulierakis); non è stato ceduto nessun pezzo pregiato, Svilar, Malen, Wesley, Soulé, Pisilli, in ultimo Koné per il quale il Chelsea a meno di ventiquattro ore dalla chiusura ha provato a fare la voce del padrone offrendo 60 milioni, rispedito al mittente, a partire da un Gasperini che chissà cosa avrebbe fatto se il francese avesse preso l'aereo per Londra; è stata data una profondità alla rosa che nella passata stagione non c'era; si è puntato a sfruttare il secondo anno del lavoro del Gasp che, mi pare, nelle prime due trionfali giornate di campionato abbia evidenziato frutti importanti.
Tutte considerazioni che mi portano alla risposta affermativa. Ma qui nasce il paradossale. Perché credo di non scoprire l'acqua calda, ricordando come all'inizio del mercato, per la verità pure prima, le priorità fossero un esterno di centrocampo sinistro e un altro esterno mancino per il reparto offensivo. Due caselle che sono rimaste vuote e che la crescita esponenziale del baby Lulli può ridimensionare solo in parte. Il risultato è che la Roma ha sì un pacchetto difensivo top con sei centrali quasi intercambiabili e un centrocampo con quattro giocatori (più c'è pure l'opzione Pellegrini) come richiesto dall'allenatore, ma ha anche quattro esterni di centrocampo tutti di piede destro con Wesley che continuerà a giocare sulla fascia sinistra e, soprattutto, un reparto offensivo con sei giocatori, due centravanti (Malen e Castro), due esterni mancini (Dybala e Soulé), un trequartista (Rodrigo Mora) e un adattato come Pellegrini.
Da qui al primo gennaio, giorno in cui si aprirà la finestra di mercato invernale, sarà necessario che la buona sorte accompagni Roma. [...]
(Repubblica)