Alle 16:45 ha parlato in conferenza stampa il direttore sportivo della Roma D'Amico. Il dirigente ha ripercorso molti dei momenti chiave del mercato appena concluso, parlando dei rinnovi, delle priorità e delle operazioni mancate, spiegando quella relativa a Leweling e anche ammettendo che la squadra è corta.
"Grazie per essere arrivati numerosi. Ci tenevo a conoscervi prima, ma vi ringrazio per la comprensione, sono stato travolto dal mercato e non ho avuto il piacere di presentarmi, lo facciamo oggi. Vi ringrazio per la vostra pazienza".
Come tanti direttori sportivi ha avuto la compagnia del fair play finanziario, le ha bloccato qualche operazione? Siete preoccupati del responso della federazione sul quadriennio precedente?
"Più che bloccate, sapevamo i nostri paletti. Spesso durante le operazione ci siamo dovuti reinventare, cambiare dei paletti in corsa. Sapevamo i nostri obiettivi, ciò che dovevamo fare, in parte ci siamo riusciti. Abbiamo abbassato il monte ingaggi del 15%, quasi 20 milioni di euro. Altri riferimenti della società stanno parlando con la Uefa e ci diranno cose che oggi non sappiamo".
Ieri si è concluso il mercato. È soddisfatto? C'è un colpo di cui è soddisfatto?
"Valuteremo a fine anno. Quando finiscono le sessioni di mercato saranno le partite a dire cosa di buono abbiamo fatto. Sono contento che al mio arrivo abbiamo acquistato quattro giocatori che lo scorso anno sono stati protagonisti del ritorno in Champions League, parlo di Dybala, Pellegrini, Cristante e Mancini. Sono arrivati il 20 giugno e Dybala e Pellegrini erano senza contratto, Cristante e Mancini arrivavano a scadenza. Nell'idea della passata gestione sportiva c'erano idee diverse, per me sono stati importanti, i primi acquisti, sono stati il nucleo storico, li ringrazio perché si sono messi a disposizione pur di rimanere a Roma. Abbiamo abbassato i loro stipendi, grazie a loro, sono stati i primi acquisti che mi hanno soddisfatto di più. Rammarico per qualcosa? No, siamo felici di chi è arrivato. Abbiamo avuto tante trattative, le ho lette quasi real time, eravate super informati. Sono contento di chi è arrivato, giocatori che hanno scelto la Roma e che noi abbiamo scelto. Tanti altri hanno scelto la Roma, ma per vari fattori non si sono concretizzate. Ho sentito spesso parlare di rifiuto della Roma, in pochissimo lo hanno fatto, anche giocatori importanti".
Dopo il caso Summerville avete cambiato strategia. C'erano altre urgenze? Perché l'ala sinistra non è arrivata?
"Quando sono arrivato la priorità con il mister era quella di rinforzare il reparto offensivo. Poi le priorità vanno contestualizzate. Si iniziano tante trattative, alcune le chiudi velocemente, altre no, non abbiamo spostato alcun tesoretto sull'attaccante. Rodrigo Mora ha caratteristiche diverse ma lo immaginiamo in quel ruolo. Cercavamo un attaccante esterno con caratteristiche diverse, è vero, e cercavamo un attaccante con caratteristiche più fisiche. Abbiamo pensato a rinforzare la squadra in tutto quello che ci eravamo prefissi. Abbiamo mancato l'attaccante esterno per varie situazioni, ma chi è arrivato era previsto arrivasse".
Lei dice che la proprietà sta parlando con l'UEFA. Dobbiamo ancora aspettarci qualcosa. Per lei la squadra è pronta per le tre competizioni? Era così importante quest'ala sinistra o si ritiene soddisfatto?
"Le competizioni sono tre e quest'anno le difficoltà aumenteranno, la Champions League è molto difficile, c'è un dispendio fisico e mentale importante. Quando parliamo dell'ala parliamo di un giocatore in grado di fare il doppio ruolo, siamo leggermente corti, ma con un bel lavoro potremo arrivare al mercato di gennaio per individuare qualche altro profilo. Un giocatore manca".
Cos'è successo con Koné?
"Più che trattativa direi un sondaggio. Ci sono stati contatti informativi, si approccia ufficialmente un club con approcci ufficiali, non ci sono stati. Ho letto da alcuni organi di stampa che ci sarebbe stato un aut aut del mister, è una ricostruzione completamente fantasiosa, non ci sono state offerte ufficiali. Dissi prima della Fiorentina che sarebbe stato improbabile una cessione a una settimana dalla fine del mercato e così è stato. Di sondaggi se ne fanno tanti, anche noi, non vuol dire rifiutare. È stato immaginato qualcosa che non è successo, nessun aut aut, nessuna offerta ufficiale".
Ha detto Gasperini che sono cambiate le comunicazioni. Da parte di chi?
"Della Uefa no, sapevamo i nostri obiettivi. Questa domanda è più per il mister. Come ho detto alla prima domanda, durante il mercato si cambiano strategie, si va su un giocatore, può salire, è importante capire che non è importante solo il cartellino di un giocatore, tanto fa il monte ingaggi, è difficile da spiegare in una conferenza. Dobbiamo affrontare tanti cambiamenti".
Come funziona la catena di comando per acquisti e cessioni. C'è anche un nuovo CEO. Come funziona arrivare a un acquisto o a cedere un giocatore?
"La normalità come in tutti i club. C'è una proprietà, una direzione sportiva e un allenatore. In corsa è arrivato il CEO e c'è grande condivisione nelle uscite e nelle entrate. Dal 20 giugno ogni giorno ci siamo visti o in video o in presenza con il mister e la proprietà, funziona come in tutti i club, scelte condivise, confronti, poi si esce uniti nella decisione".
Com'è andata la questione Celik? Ha temuto succedesse con Pellegrini?
"No, è stato il primo con cui ho parlato quando sono arrivato. È arrivato a questi colori e a questa città, mai avuto dubbi. Uguale con Dybala, Cristante e Mancini. Con Celik è stato un caso particolare, la comunicazione era complicata perché al mondiale. Il rinnovo era praticamente chiuso, poi ha deciso di andare alla Juventus".
Si è spesso parlato di consulenti e uomini di mercato. Quanto rivendica il suo lavoro in questa sessione di mercato?
"Se non fossi responsabile non sarei qui, ci sarebbe qualcun altro. Dovresti essere più esplicito, non dovrei interpretare io".
Si è detto che la Roma si affida a uomini mercato. Penso che sia lei...
"Mi fai sorgere un dubbio. Sarà un dubbio. Chiederò se sono io l'uomo mercato".
Il suo rapporto con la proprietà? Sono soddisfatti dei numeri che ha portato sul monte ingaggi. Ha l'obiettivo di ridurre le attese per gli ok della proprietà?
"Il mio arrivato è nato quando l'Atalanta mi ha comunicato l'esonero. Ho incontrato Ryan Friedkin, è una grande società, con grande disponibilità che purtroppo con l'accordo con la Uefa a volte riduce la loro voglia di poter fare. Hanno investito anche quest'anno, ci sono sempre stati vicini. Diciamo sempre che quando arrivano giocatori hanno bisogno di integrarsi, è così anche per un dirigente, che c'è bisogno di tempo di conoscerci, di capire come migliorare i limiti che abbiamo. A volte potremmo fare cose diverse, ma con il tempo riusciremo a mettere a posto le cose".
Ha parlato di rosa leggermente corta. Gasperini ha parlato di terzino ed esterno, c'è la possibilità di andare sul mercato degli svincolati?
"Valuteremo più avanti".
Gasperini ha detto che se bisogna comprare tanto per comprare è meglio restare così. Come mai la Roma non l'ha fatto negli ultimi giorni?
"Noi avevamo negli ultimi giorni individuato due-tre profili per noi giusti, quelli che erano i giocatori che pensavamo potessero sostenere il gruppo attuale. Non siamo riusciti a chiudere le operazioni per vari motivi. L'ultima, quella di Leweling, era praticamente chiusa, anche con il giocatore che ha avuto un ripensamento e poi ci siamo fermati. C'erano altri giocatori, pronti per arrivare, ma non ci soddisfavano. Siamo uniti nelle idee, valuteremo".
Su Luiz Henrique: a fermare la trattativa sono stati problemi bancari con la Russia? Com'è finito il suo rapporto con l'Atalanta?
"Sì, purtroppo ci sono state problematiche ci hanno impedito di portarlo a termine. Avevamo l'accordo ma non si è potuto procedere purtroppo, sono quelle cose che accadano purtroppo e devi essere bravo nel trovare alternative. Con l'Atalanta sono stati due anni belli, un percorso bello, abbiamo vinto l'Europa League, per me oggi c'è la Roma, un grande onore, una grande responsabilità arrivare l'anno del centenario, guardiamo avanti".
Quante sessioni servono alla Roma per avvicinarsi all'Inter?
"Quest'anno abbiamo investito su ragazzi giovani, di prospettiva, abbiamo inserito giocatori di spessore, come De Roon e Balerdi, abbiamo avuto l'opportunità di fare un mercato di ringiovanimento, di prospettiva, di allargare quel gruppo storico che dicevo prima. Per la nostra idea di calcio fa la differenza. I ragazzi giovani devono essere sostenuti da un gruppo di uomini forti come quello che abbiamo. Non ci poniamo obiettivi su come raggiungere l'Inter, la Roma farà la Roma e cercherà di competere in tutte le competizioni. Sarà difficile ma stimolante per tutti".
Quando dice che le priorità vanno contestualizzate, cosa intende? Summerville è diverso da Rodrigo Mora.
"Mi riferivo al fatto che quando eravamo su Summerville eravamo anche su Castro e su Molina, contestualizzare su quando è il momento di poter chiudere un'operazione. Eravamo forti su Summerville, ma anche su Castro. È una questione di tempi, il tempo con cui abbiamo potuto chiudere Castro non è stato quello per chiudere Summerville. Cercavamo entrambi i profili, siamo riusciti a chiudere Mora, non siamo riusciti a chiudere Leweling o Luiz Henrique".
Un bilancio di questo mercato? Che differenze ha riscontrato fra il mercato fatto a Bergamo e a Roma.
"Il bilancio lo faremo più avanti. Mi auguro sia positivo, ma non possiamo dirlo oggi. Sono due società diverse, con due bacini diverse, ma le ambizioni le hanno tutte le squadre, senza quelle sarebbe un dramma. Roma ha riconquistato la Champions dopo tanti anni, credo che vada fatto un plauso a chi ha lavorato l'anno scorso, Gasperini, la proprietà, al gruppo che ha fatto sì potessimo giocare la Champions. Quest'anno non l'ho meritata, mi è stata regalata dalla proprietà e dai ragazzi, spero che mi sarò conquistato la Champions anche io".