Chiuso il calciomercato inizia il calcio, quello vero. Che ha dinamiche di racconto e di vissuto decisamente diverse, e soprattutto che vive di due elementi di cui negli ultimi mesi si è parlato assai poco: il lavoro e il tempo. Operatori di mercato e parte della comunicazione vivono con adrenalina i mesi estivi, imbastendo o raccontando di mirabolanti trattative accompagnate per settimane e vivisezionate nel dettaglio. Poi però quella bulimia di notizie alimenta negativamente il calcio vero, dove si pretende che un tecnico, in un paio di sessioni di allenamento, trovi immediatamente l'identità e la chiave adeguata per la performance di tutti. Altrimenti, si reclama subito un nuovo cambiamento. [...]
Oggi tutti assegnano il ruolo di favorita per lo scudetto all'Inter proprio perché anni fa, dalle direzioni Spalletti e Conte, si è iniziato a costruire un gruppo reso sempre più solido e qualitativo con operazioni mirate e non per forza dispendiose: pensiamo al ruolo chiave dei giocatori arrivati a parametri zero, cioè giocatori seguiti negli anni con rapporti coltivati, appunto, col tempo e col lavoro continuo. La continuità, dentro un gruppo e un progetto chiaro, ti permette di integrare con più facilità i nuovi arrivati. E di raggiungere risultati. Le altre due grandi, Juve e Milan, hanno invece da anni continuamente cambiato calciatori e dirigenti e quest'anno vivono l'ennesimo nuovo avvio che necessita però di tempo e lavoro per farlo fruttare. Serve continuità e fiducia, oltre che lavoro serio. Discorso differente per il Como, una realtà talmente specifica che sta attirando studi e approfondimenti anche dall'estero: loro, il tempo e il lavoro lo declinano da anni in programmazione. [...]
Conoscono la strada, con Fabregas che la illumina ogni weekend.
Stessa centralità, anche se in una realtà differente, ha l'allenatore nella Roma. Gasperini ha la prima e l'ultima parola sui trasferimenti, e così Manu Kone, anche davanti a un'offerta importante, rimane. Punto. Questa centralità Gasp se la sta guadagnando sul campo coi fatti, col lavoro e «accorciando» il tempo: al primo anno è andato in Champions.
Il volume di spesa delle transizioni legate al nostro calcio è in questa sessione inferiore solo a quello della Premier, ma non fermatevi ai numeri. E se dovete, per davvero, valutare il lavoro di proprietà e dirigenze, non fermatevi ai nomi: guardate quanto tempo concedono al loro allenatore e come lo accompagnano durante la stagione. È quello che più conta. Altro che calciomercato.
(Corsera)