Federcalcio, Abodi divide il fronte

La penna degli Altri
martedì, 11 settembre 2018 alle 11:11
andrea abodi
Apparentemente e solo per il momento — siamo all’inizio della corsa — somiglia a un dialogo tra sordi. La candidatura di Andrea Abodi prova a uscire dal guscio, quegli altri la ricacciano dentro gridandole: «
Il candidato deve uscire dal nostro 73%». Ma intanto, e al netto di come finirà — è prestissimo — il solo averlo coinvolto si è rivelato subito un elemento destabilizzante. Il corso degli eventi verso il voto del 22 ottobre era abbastanza segnato: il «granitico» 73%, come amano definirlo, diretto dalla regia di Giancarlo Abete, ex presidente federale ed ex candidato ora kingmaker, avrebbe eletto Gabriele Gravina a proprio candidato, guarendo senza troppi patemi i mal di pancia di Tommasi, ancora convinto — ma nell’Aic la sua posizione è minoritaria — che il candidato debba necessariamente essere espressione di quel mondo, ma preferibilmente non uno dei big della coalizione. (...). Intanto, è bastato un contatto perché gli alleati ieri mandassero un segnale a Tommasi. È successo a margine del Consiglio direttivo della Lnd, quando Cosimo Sibilia, investito dai suoi del compito di confrontarsi con gli alleati per trovare in tempi brevi il nome del candidato (cioè, Gabriele Gravina), ha precisato: «Entro questa settimana mi incontrerò con le componenti e in quella sede esprimeremo, condividendolo, un candidato che non potrà essere individuato al di fuori del nostro schieramento». (...). Rispetto al 29 gennaio, quando faticosamente convinse la maggioranza dei delegati a non votare né GravinaSibilia, oggi la posizione di Tommasi è meno solida. Ma è da qui che deve partire l’eventuale scalata di Abodi: solo con il 20% dei Calciatori, e con il sostegno di un buon numero di A e B, potrebbe affrontare – in questo ordine – Gravina e Sibilia. La corsa è ancora lunga ma questa settimana sarà già molto indicativa sulle reali possibilità della candidatura di Abodi. La condizione che il presidente di Ics ha posto ai suoi sostenitori è il «largo consenso
» invocato dal presidente del Coni Malagò nei giorni scorsi. Se non può essere il presidente di tutti, vuole esserlo di molti. (...). In breve tempo, poi, si chiarirà anche un’altra questione: la compatibilità della carica di numero uno della Federcalcio con quella di presidente del Credito Sportivo. Questione di giorni, e anche dopo questo chiarimento sapremo se la candidatura di Abodi può realmente decollare.
(gasport)

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