REPUBBLICA.IT (E. GAMBA) - Non ci sono motivi per cui la
Juventus debba temere di perdere il terzo di
scudetto di fila, difatti i bianconeri non hanno paura che accada. Dopo la sconfitta con il Napoli, la prima da cinque mesi a questa parte,
Conte ha parlato soprattutto di soldi e fatturati, battibeccando aspramente con Benitez come se fossero due agenti di Wall Street, ma non ha lasciato spiragli di speranza agli inseguitori. Sa, l'allenatore, che un passo falso è fisiologico, in questa fase in cui si accavallano campionato e coppe e fatiche e infortuni. Sa anche che la strada è in discesa, dunque segnata: alla Juve restano quattro partite estremamente comode (in casa contro Livorno, Bologna e Cagliari), due un poco impegnative (a Udine e in casa con l'Atalanta)
più la resa dei conti con la Roma, in calendario all'Olimpico alla penultima giornata, quando i bianconeri contano di avere già chiuso i giochi.
Conte è lievemente indispettito perché si è complicata la corsa ai cento punti (gli è rimasto un solo bonus, un pareggio, ma le altre dovrebbe vincerle tutte), cui tiene moltissimo, quasi quanto all'Europa League, ma la prospettiva di perdere lo scudetto non lo assilla: sa che, ammesso che la Roma non ne sbagli mezza (e che i giallorossi non vincano con quattro gol di scarto contro i bianconeri, portando a loro favore il bilancio nei confronti diretti), gli basteranno tredici punti per riconfermarsi campione d'Italia. Non un'impresa memorabile. Napoli è stata archiviata come un incidente di percorso. "
E' stata una partita nata male, non siamo nel nostro periodo migliore", ha risolto Buffon, trovandosi d'accordo con Conte che ha criticato la mollezza della squadra nel primo tempo. Ma l'allenatore è fiducioso perché sa che le difficoltà sono contingenti ("E' da un mese che giocano sempre gli stessi, soprattutto in difesa
") e conta di risolverle con le guarigioni di Barzagli, Ogbonna e Peluso e con il ritorno in condizione di Vucinic e Marchisio, ormai pronti per avvicendare i titolari.
L'Europa League, è vero, consumerà altre energie ed è probabile che domenica sera abbia seriamente distratto la squadra, ma la Juve si sente in grado di gestire i due impegni con identica soddisfazione anche se la condizione è palesemente la peggiore della stagione e nelle ultime settimane molto vittorie sono arrivate poche pochi meriti e una dannatissima sofferenza. A Lione, giovedì, tornerà Tevez ma mancherà lo squalificato Vidal. Ci sono alcuni giocatori chiaramente logori (Llorente, Asamoah, Vidal stesso) che presto si conta di mettere a riposo. Di allarmi, insomma, non ne sono suonati, perché il margine di sicurezza è ancora grande: c'è soltanto la scocciatura per la seconda sconfitta in campionato, oltretutto contro un allenatore che a Conte sta evidentemente sulle scatole, a sentire come ne parla.